Giornalismo sotto attacco in Italia

Quello che le presidenti del consiglio non dicono

0 0

Certamente è blasfemo parafrasare un brano delicato e stupendo di Fiorella Mannoia su tali temi di politica, ma la prima donna a Palazzo Chigi non dice. Non fa interviste vere, non convoca conferenze stampa e sfugge alle domande quando rappresentano frammenti di pensiero critico e non di mera acquiescenza. E così l’attesissima iniziativa presso l’aula dei gruppi parlamentari dello scorso 9 gennaio – promossa come tradizione dall’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione della stampa- si è rivelata un mezzo flop.

Nelle tre ore -tanto è durata- la kermesse ha fatto rimpiangere le vecchie gloriose tribune di Jader Jacobelli, in cui alla risposta dei leader dopo le domande di giornaliste e giornalisti seguiva almeno una replica.

Nell’attuale struttura scenica, a parte il conciso ma utile discorso iniziale del presidente dell’Odg Carlo Bartoli, le domande sono state spesso sepolte da uno show senza fine di Giorgia Meloni, cui non si poteva rispondere. Con simile stortura si dirige il flusso informativo senza rischi e con un autoritarismo neppure troppo mascherato.

Attacchi alla magistratura con tanto di elenchi della spesa su reali o ipotetici errori o su un presunto lassismo nelle vicende dell’ordine pubblico, favole sulla situazione economica (territorio dove si coglie l’impreparazione della presidente), imbarazzanti attacchi preventivi su argomenti che potrebbero creare difficoltà. Inquietanti silenzi sullo spionaggio operato dalla società Paragon ai danni di Francesco Cancellato e di Ciro Pellegrino di Fanpage, di padre Matteo Ferrari e di chissà quanti altri. Non si sa e non si vuole sapere. La vicenda di Paragon è solo la punta dell’iceberg di una grave degenerazione in atto nella società della sorveglianza e nel capitalismo delle piattaforme.si tratta dello scenario chiamato Tecnofeudalesimo, ispirato a Trump e al suo gruppo di comando.

Non solo. Neanche un cenno ai diversi Rapporti europei che mettono in causa la situazione italiana, che si segnala per un numero incredibile di querele temerarie. Non è alle viste la normativa tanto attesa che si trascina di legislatura in legislatura. La legge di delegazione europea ha visto un emendamento dell’esecutivo sulle querele transfrontaliere, che non è chiaro cosa siano.

Per di più, è stato completamente rimosso l’European Media Freedom Act, sia nell’articolo 5 sui servizi pubblici sia nel 4 che impedisce proprio lo spionaggio. Assurdo. Un governo, comunque la pensi, deve ottemperare ai Regolamenti comunitari, peraltro già in vigore ed aggirati. La riforma della governance della Rai è ferma presso il Senato e la Commissione parlamentare di vigilanza continua ad essere bloccata dall’ostruzionismo della maggioranza. L’Emfa non pare proprio nelle corde del governo, che sembra acconciarsi alla inevitabile procedura di infrazione.

Per aggiungere pena a pena, lo sguardo si volge anche alla assurda storia dell’equo compenso per chi lavora nell’informazione, settore ormai a prevalenza di addetti precari. Ecco. Ci si trascina dalla legge varata a fine 2012 e migliorata nel 2023, mentre l’Ordine ha da tempo definito le apposite tabelle. Giorgia Meloni ha promesso di occuparsene. Sarà vera gloria? Durante la conferenza la Federazione nazionale della stampa ha innalzato striscioni che denunciavano la mancata trattativa sul rinnovo del contratto.

Chissà se il Sottosegretario con delega Barachini – presente- avrà detto all’organizzazione degli editori che la legge di bilancio appena approvata incrementa l’apposito Fondo proprio per facilitare la trattativa contrattuale. Su tutto questo incombe la scadenza referendaria, di particolare valore. Sarà assicurata la par condicio, quella sostanziale oltre ai suoi termini formali? Siamo già in campagna elettorale. Le istituzioni preposte si sveglino. Non sfuggirà il silenzio sulla raccolta delle firme in corso, attività tutelata dalla Costituzione. Ma i media prevalentemente non se ne occupano.

 

(Pubblicato su Il Manifesto)


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.