“Solo il mio dovere, scrivere articoli”

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“Ti scippo la testa, sarò il tuo peggiore incubo” 

Minacciava di uccidermi per non farmi scrivere ma finalmente è stato condannato. Definitivamente. 

Sono passati anni da quelle minacce, ben sette. E a quelle, purtroppo, negli anni se ne sono aggiunte tante altre. Ho continuato a fare il mio dovere: scrivere articoli. Con nomi e cognomi. L’ho fatto da giornalista e da uomo libero. L’ho fatto con la paura che inevitabilmente mi accompagna ogni giorno. L’ho fatto denunciando alle Autorità competenti qualsiasi minaccia. 

Oggi quello che viene considerato uno dei capimafia di Vittoria, Titta Ventura, viene condannato dalla Cassazione con sentenza definitiva per le minacce, la tentata violenza privata aggravate dal metodo mafioso e dall’aver voluto agevolare il clan dopo i miei articoli. 

A me aveva riservato parole come:

“Ti scippu a testa, d’ora in avanti sarò il tuo peggiore incubo e poi ci incontreremo nell’aldilà. Se vuoi ci incontriamo anche negli uffici della Polizia, ti puoi portare anche l’esercito, tanto la testa te la scippu u stissu”. E queste sono solo alcune. Altre, riferite dai collaboratori di Giustizia, facevano male solo a sentirle, figuratevi a pensare che fosse a me che venivano rivolte. 

Oggi viene riconosciuto l’impegno giornalistico ed il risarcimento alla Federazione della Stampa, all’Ordine dei Giornalisti ed al Comune di Vittoria. Spero che con i soldi del risarcimento danni si possano sostenere colleghe e colleghi nel loro lavoro quotidiano. 

Non nascondo, non sono abituato a farlo, la stanchezza che ho accumulato in questi anni. Ho in corso (come parte offesa!) ben 48 processi nei confronti di oltre 60 imputati e, ogni volta, testimoniare ripercorrendo tutti i fatti, dettaglio dopo dettaglio, è un’impresa titanica. Quella di oggi è l’undicesima sentenza di condanna per boss e sodali (la terza con l’aggravante mafiosa). In questi mesi, alle minacce, si sono aggiunti i tentativi di delegittimare il mio impegno e ciò che ho scritto in questi anni. Ma per questo ci sarà tempo. 

Oggi vorrei ringraziare la mia famiglia, i miei amici, la Federazione della Stampa con Beppe Giulietti, Raffaele Lorusso e Vittorio Di Trapani, la mia famiglia di Articolo 21, l’UsigRai e l’avvocato Vincenzo Ragazzi per il suo impegno quotidiano al mio fianco. 

Dedico questa giornata ad un grande uomo, il colonnello Salvo Gagliano, fra i primi a starmi accanto e purtroppo scomparso ieri per il Covid. 

 


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