Conte subacqueo

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Conte, fortissimamente Conte. Giuseppe Conte subacqueo lavora sott’acqua. C’è un rebus da risolvere. Da due mesi l’”avvocato del popolo” è scomparso dalla scena politica italiana. Eppure ai primi di febbraio, appena lasciato Palazzo Chigi, era stato chiaro: «Io ci sarò».

Era un preciso messaggio lanciato alle truppe sbandate del Movimento 5 stelle di fronte all’arrivo di Mario Draghi, il suo successore a Palazzo Chigi. Conte ha un grande tifoso sul quale contare: Beppe Grillo. Il garante dei cinquestelle ha raccolto l’offerta, anzi ha caldeggiato la sua elezione a capo dei cinquestelle anche se l’ex presidente del Consiglio non è mai stato iscritto al Movimento.

Il comico genovese, di fronte al fallimento di Di Maio e di Crimi, ha giudicato Conte l’uomo giusto per rilanciare il M5S o, comunque, per impedirne il completo disfacimento sotto l’urto di continue sconfitte elettorali e politiche. Ha lanciato la proposta in riunioni con il vertice e con i parlamentari pentastellati. Ha confermato il suo progetto in conversazioni private e in un colloquio a due con Conte, tenuto nella massima riservatezza nella sua villa di Marina di Bibbona; ma l’incontro è emerso grazie a una fotografia che ha immortalato il faccia a faccia avvenuto nella veranda, accanto alla spiaggia.

Grillo non ha mai lesinato lodi all’ex presidente del Consiglio. Uno degli ultimi complimenti è stato forte («Conte è meraviglioso») mentre ha strigliato i parlamentari («Siete dei miracolati»). Al «Conte meraviglioso» ha offerto la corona del M5S, ma ha chiesto di scrivere un programma di rilancio basato su una doppia chiave: uguaglianza sociale e sviluppo sostenibile.

Grillo ha sempre avuto nel cuore Conte. Ha appoggiato la sua candidatura a presidente del Consiglio anche per amministrare alleanze contrapposte: nel 2018 per dirigere il governo con la Lega; nel 2019 il suo bis per guidare l’esecutivo con il Pd; a gennaio ha caldeggiato anche un ter, poi fallito davanti all’arrivo di Draghi, per costruire un ministero di larghe intese.

Ma dopo due mesi c’è un nulla di fatto.  L’attesa in anticamera però starebbe per finire. Conte subacqueo. Il professore di diritto privato presenterebbe il “manifesto” del nuovo M5S a cavallo di Pasqua. È l’arduo progetto per rilanciare i grillini travolti dalla crisi, dalle espulsioni e dalle fughe. C’è il problema di rassicurare i parlamentari grillini con due mandati dopo il nuovo no di Grillo al terzo.

C’è il problema di trovare un accordo con Davide Casaleggio, l’altro uomo forte del Movimento in forte sintonia con Alessandro Di Battista in rotta di collisione con la scelta di sostenere il governo di unità nazionale presieduto da Draghi, l’antico avversario, il simbolo delle un tempo detestate élite europee. Conte vorrebbe trovare una intesa con Casaleggio e rassicurare i parlamentari con due mandati (sarebbero salvati con una deroga o ricollocati nelle giunte regionali e comunali). Non è detto che ci riesca.

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