Arti thermoplastiche (e il teatro dell’esilio)

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I lavori di Vincenzo Sanfilippo saranno visibili dal 19 sino a fine gennaio 2021 nel profilo: @apocryphalgallery della galleria
Incontriamo Vincenzo Sanfilippo  pittore, scenografo, scultore  di lungo corso, già assistente di Eugenio Guglielminetti e Carlo Quartucci, attivo nel teatro di avanguardia  sin da giovanissimo studente della Accademia di Belle Arti di Roma: i tempi ‘f’oro’ de “La Piramide”, del “Beat ’72”, de “L’inaspettato” A teatri forzatamente sbarrati–d’intesa con colleghi- l’artista e  docente  ricorre all’esposizione tramite Instagram perchè “il tempo..o ti ammazza lui o sei tu a doverlo precedere”

Come si descriverebbe da persona creativa?
Dipingo, modello, realizzo scene per il teatro con “artigianalità concettuale e strumentale” -materiali per definizione sfuggenti e instabili. Ma tutti, quasi tutti, i materiali per me sono una possibilità di meraviglia. Considero anche la scrittura un ‘materiale’ efficacissimo, ma spesso tralascio parole e concetti per esprimermi con una linea, uno schizzo.

Come è scaturita l’idea di una serie di mostre multimediali e a protagonisti che si alternano?
Era il 10 marzo del 2020 – allorché Mario Nalli, artista ideatore di questo sito multimediale – paventando che  questo covid 19 ci avrebbe chiuso in casa, e gli artisti in questo periodo non avrebbero avuto la possibilità di esporre, ha pensato di mettere a disposizione questa sua  galleria virtuale e dare visibilità a opere di “piccolo formato”.

Può presentarsi ai lettori esemplificando la sua formazione e la sua attività.
Siciliano fin nel midollo, anche se mi sono formato e vissuto a Roma, conservo anche nel  mio lessico la dimensione identitaria della annosa pregiudizievole  “questione meridionale” riguardo a carenze strutturali. Questo è stato il motivo principale perché dopo gli studi liceali, nel lontano 1966 mi sono trasferito a Roma. Ho studiato in Accademia di Belle Arti – docenti Nello Ponente e Toti Scialoja – econseguuito nel 1971 la Laurea in Discipline dello Spettacolo e Progettazione Scenica. In quegli anni di formazione partecipo al clima della ricerca artistica e letteraria italiana di quel periodo, condividendo esperienze e progetti con alcuni artisti della Scuola Romana e del Teatro Laboratoriale. L’esercizio della pittura, le scenografie, le sculture, le installazioni, le performance teatrali, mi conducono all’ampliamento di contaminazioni narrative che, dalla tradizione, si evolvono innestandosi nella più viva attualità.

Perchè ha cominciato ad esporre in età matura?
Il mio è stato un lungo apprendistato professionale accanto alla vicinanza di grandi maestri, divenuti poi amici. Con loro ho condiviso tempo e dettagli, armonie/disarmonie e progetti, idee e affinamenti, maturati nel corso di una attività succinta ma vissuta in una costante ricerca sia di linguaggio concettuale, sia strumentale.

L’esposizione ha per titolo Thermoplastiche ci vuole spiegare? Cosa racconta nelle sue opere, osservandole ci si chiede  cosa rappresentano?
Certamente nei miei lavori affido alla capacità del disegno progettuale la valenza narrativa ed evocativa della materia prescelta per realizzare le opere attraverso la poetica della “concettualizzazione dei materiali”.Ogni scultura è da considerarsi un archetipo poetico ed è corredata da una omologa restituzione grafica/speculare,  simile ad uno ‘svelamento visivo’. Partendo dal presupposto che l’arte non debba riprodurre il visibile, ma rendere visibile… (Paul Klee in teoria e forma della figurazione). Per tale esigenza di verifica sono portato a definire la scultura attraverso  anche “la sua rappresentazione grafica”, non solo nelle peculiari componenti morfologiche (studio delle forme, studio della struttura) ma soprattutto nella congruità della “memoria eidetica” ricostruita nella forma immaginata. Già in questa definizione s’innesta una seconda riflessione che introduca la necessità di un significato più ampio del termine. Pertanto, la natura dell’arte diviene l’interrogazione sulla semiotica dell’arte e sui “processi” del suo farsi significato.

Le sue opere esposte sono astratte ma hanno una concretezza, un corpo di bellezza ed eleganza formale.
Le sculture e le immagini grafiche -installate nello spazio  espositivo  della galleria multimediale apocrypfalgallery – raggruppano un ciclo di opere  visualizzanti l’evolversi di un momento di corrispondenze multidisciplinari, quali itinerari di ricerca multidisciplinare tra disegno, pittura e scultura, attraverso una metodologia impostata sull’interazione di più media e codici espressivi. L’insieme  composto  da sculture, corredate  ognuna da una grafica di pertinenza,  costituisce  il  nucleo compositivo di opere inedite realizzate con materiali inusuali, per lo più da materie termoplastiche non inquinanti

Cosa aggiungere alla dimensione multimediale di apocrypfalgallery?
Siamo nell’età multimediale e gli allestimenti di mostre possono includere anche tale dimensione: esposizioni interattive capaci di proporre punti visuali di differenze percettive, illuminando per ogni singolo artista un dinamico spazio espositivo, per certi versi dirompente, in quanto spazio web, la cui consultazione delle pagine oggi è diffusissima  “senza interruzione di continuità”.  24 ore su 24, Inoltre, anche le mostre già realizzate sono sempre consultabili.
L’innovazione multimediale adoperata permette soprattutto sconfinamenti  di comunicazione, poiché mette in relazione non  solo artisti e opere, ma soprattutto amici estimatori, collezionisti, critici, creando entusiasmanti sinergie nell’evoluzione dei molteplici linguaggi dell’arte. Ciò  permette una espansione espositiva e la formazione di un nuovo operare collettivo finalizzato a promuovere nuovi processi di conoscenza e diffusione.

Sembra che questa scelta della multimedialità si stia diffondendo.
Ritengo che un susseguirsi di mostre personali – ne parlavo con Mario Nalli -artista e in questo periodo promoter della rassegna,  siano da verificare attraverso singole esposizioni mirate alla ricerca artistica e per individuarne le linee di tendenza, anche nella loro dialettica.  Ovviamente si tratta di mostre che puntano sull’attualità e le comuni diversificate esperienze dei molti artisti che già hanno esposto prima di me.  Soprattutto evidenziano periodi di produzione  anche di opere mai esposte, di cui però è sempre possibile e utile verificare l’impatto sull’oggi.

Non pensa che siano operazioni insolite e che dopo questa lunga pandemia tutto ritorni come prima.
L’insolito e l’innovativo spesso scaturiscono nel corso di una ricerca accurata, frutto di intuito e sensibilità personale. Per tale  motivo, credo sia fondamentale curare una concettualità operativa in grado di favorire e sviluppare due contemporanei livelli di fruizione, sia espositiva che  saggistica di corredo alle mostre, poiché il nostro contemporaneo, pervaso di globalità, è diventato un complesso sistema entro cui si agisce; quindi, possiamo riscontrare i comuni valori nella contaminazione di inevitabili, pervasive procedure concettuali dell’operare artistico.
Questo inedito contenitore ideato da Mario Nalli ( artista e  generoso promoter) dimostra che non è solo la realtà dello spazio delle gallerie d’arte che fa l’arte, bensì credo, crediamo, sia fondamentale sviluppare livelli espositivi alternativi e nuovi format a carattere interdisciplinare, in senso interattivo,  in grado di operare su  diversificati piani di comunicazione accessibile a tutti.

2 thoughts on “Arti thermoplastiche (e il teatro dell’esilio)

  1. Tanti auguri Vincenzo, hai esposto molto bene la tua arte, come un vero critico d’arte, complimenti. Un caro saluto. Tuo amico e compagno di classe Giuseppe Bordonaro.

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