Strage del Moby Prince: per la verità e non per vil denaro

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Siamo grati a tutti i Parlamentari per l’attenzione e la sensibilità  che hanno espresso verso i familiari delle vittime del Moby Prince e  per il richiamo alla necessità di coltivare la memoria di una strage  di cui, a distanza di 30 anni, ancora nessuno è stato chiamato a  rispondere. Ringraziamo tutti gli esponenti delle Istituzioni che, appresa la  recente notizia del rigetto della nostra domanda da parte della  sezione civile del Tribunale di Firenze, si sono impegnati a sostenere  ogni iniziativa utile all’accertamento dei fatti e delle responsabilità. In questi lunghi anni noi familiari delle vittime abbiamo sostenuto  una lunga, dolorosa ed estenuante battaglia nelle aule giudiziarie,  nel tentativo e con la speranza che le inchieste della magistratura  potessero accertare quanto accaduto quella terribile notte ed  individuare e condannare i responsabili di quella strage. Abbiamo  fatto tutto quanto nelle nostre possibilità, anche per non disperdere  la memoria di quel tragico evento, partecipando ed organizzando  iniziative di sensibilizzazione e di informazione.

Abbiamo sollecitato  un’iniziativa parlamentare e la nostra richiesta è stata finalmente  raccolta da quei parlamentari che si sono fatti promotori della  istituzione della Commissione Parlamentare di inchiesta, che ha svolto  un lavoro importantissimo e che ha individuato precise e gravissime  responsabilità per quanto accaduto ai nostri familiari. Abbiamo fatto tutto questo e continueremo a farlo, non certo per  ottenere un risarcimento materiale dei danni, ma solo perché la  mancanza di giustizia è per noi intollerabile ed inaccettabile. Ciò che ci ha spinto a promuovere la causa civile davanti al Tribunale  di Firenze dopo il deposito della Relazione conclusiva da parte della  Commissione Parlamentare di inchiesta, non è stata l’intenzione di  ottenere un risarcimento dei danni, ma quella di ottenere, finalmente,  il riconoscimento in una sede giudiziaria delle gravissime    responsabilità della Capitaneria di Porto di Livorno per non avere  garantito la sicurezza della navigazione all’interno della rada del  Porto di Livorno e per l’assenza di soccorso al traghetto Moby Prince.

Loris Rispoli, Presidente Associazione 140
Luchino Chessa, Presidente Associazione Familiari-Vittime Moby Prince Onlus

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