Covid-19, MSF: “L’approvazione del vaccino non è sufficiente per risolvere la pandemia”

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Mentre la Food and Drug Administration (FDA) si riunisce oggi per discutere l’autorizzazione all’uso di emergenza dei candidati vaccini contro il Covid-19 Pfizer/BioNTech e ModernaMedici Senza Frontiere (MSF) avverte che l’eventuale approvazione del vaccino contro il Covid-19 non sarà sufficiente per risolvere la pandemia globale a meno che le aziende non intraprendano misure urgenti per aumentare la cooperazione con altri produttori e vendere i vaccini al prezzo di costo. Ciò significherà condividere tutta la proprietà intellettuale necessaria, le tecnologie, i dati e il know-how, in modo che quante più aziende possibile possano produrre questi vaccini salvavita e renderli accessibili a tutto il mondo.

“Mentre il mondo aspetta con il fiato sospeso la possibile approvazione di questi vaccini contro il Covid-19, non è ancora il momento di festeggiare” dichiara la dott.ssa Stella Egidi, referente medico di MSF. “In questo momento, siamo in una situazione in cui buona parte del numero limitato di prime dosi è già stata prenotata da una manciata di paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito, nonché l’UE, lasciando molto poco alla restante popolazione mondiale. Quello che vogliamo veramente vedere è una rapida espansione dell’offerta globale. In concreto, più vaccini disponibili e priorità assegnate in base ai criteri di salute pubblica dell’OMS, non alla capacità di spesa di un paese”.

I limiti alla capacità produttiva del vaccino sono di fatto il risultato del monopolio imposto dalle aziende farmaceutiche. Moderna è stata l’unica azienda a impegnarsi a non far valere i propri brevetti durante la pandemia. Per rendere questa promessa più significativa però, Moderna dovrebbe anche condividere tutta la proprietà intellettuale, le tecnologie, i dati e il know-how, in modo che altri produttori possano aumentare la produzione di questi vaccini potenzialmente salvavita. Pfizer/BioNTech non ha indicato alcun piano per concedere in licenza o trasferire le proprie tecnologie protette da proprietà intellettuale. Inoltre, per aumentare la capacità di produzione e l’offerta globale, Pfizer/BioNTech dovrebbe perseguire licenze aperte e impegnarsi in trasferimenti tecnologici completi ad altri produttori di vaccini. Il Regno Unito ha autorizzato l’uso di emergenza del loro vaccino la scorsa settimana.

Entrambi i vaccini candidati hanno ricevuto dai governi finanziamenti pubblici significativi, ma senza alcuna garanzia sull’accesso, sul trasferimento della tecnologia ad altri produttori di vaccini, sulla trasparenza dei costi o sulla vendita del prodotto al prezzo di costo.

Anche la trasparenza su tutti i livelli è essenziale per garantire l’accesso. Entrambe le aziende continuano a secretare informazioni importanti come i costi di ricerca e sviluppo, test clinici e produzione. Al contrario di altre aziende che hanno promesso di vendere il vaccino Covid-19 a prezzi ‘no profit’ durante la pandemia, come AstraZeneca, Pfizer e Moderna hanno dichiarato che non venderanno il vaccino contro il Covid-19 a prezzo di costo.

Moderna ha ricevuto circa 2,5 miliardi di dollari di fondi pubblici dal governo statunitense ed ha proposto un prezzo di 50-74 dollari a persona (per le due dosi necessarie) per i paesi ad alto reddito, inclusi gli Stati Uniti, uno dei prezzi più alti tra i potenziali vaccini contro il Covid-19 finora citati. Non è chiaro, quindi, quanto vogliano far pagare ai paesi a basso e medio reddito. Lo sviluppo del candidato vaccino Pfizer è stato finanziato da circa 443 milioni di dollari stanziati dal governo tedesco attraverso l’azienda partner BioNTech e un prestito di oltre 118 milioni di dollari dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Secondo quanto riferito, Pfizer punta a un prezzo di 40 dollari a persona (per le due dosi necessarie).

“In un momento di importanti progressi che fanno sperare per il meglio, è scoraggiante vedere le aziende farmaceutiche nascondere informazioni essenziali per garantire prezzi ragionevoli e l’accesso al vaccino” dichiara Silvia Mancini, epidemiologa di MSF. “Nascondendo informazioni essenziali come i costi di ricerca e sviluppo, dei test clinici e di produzione, i governi e le aziende farmaceutiche si stanno sottraendo alla loro responsabilità nei confronti dei contribuenti e degli enti pubblici che hanno finanziato lo sviluppo di questi vaccini e che li compreranno. Abbiamo il diritto di sapere. Senza trasparenza, la società civile non può stimare un giusto prezzo e i governi non possono negoziare per prezzi più bassi basati sul costo reale. Pfizer e Moderna dovrebbero assumersi le loro responsabilità e rendere i dati pubblici. Nessuna azienda dovrebbe trarre profitto da questa pandemia”.

Garantire un accesso equo non è solo questione di quantità disponibili e di prezzi accessibili ma è anche un’enorme sfida logistica: entrambi i vaccini, infatti, richiedono una gestione straordinaria della catena del freddo. Il candidato vaccino di Moderna deve essere trasportato a -20° e il vaccino Pfizer/BioNTech richiede temperature a -70°, temperature più fredde di un inverno artico (ultra-catena del freddo). Tutto questo pone delle sfide nel trasporto, nello stoccaggio e nell’utilizzo del vaccino in tutti i contesti, specialmente in quelli con scarse risorse dove MSF lavora.


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