Il trumpismo è malato ma Trump non è morto

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L’entusiasmo per la convention democratica rischia di indurre in qualche errore di valutazione. L’organizzazione e’ perfetta. I toni giusti. La prima convention da remoto sa supplire con una regia accurata alla mancanza del calore umano della abituale folla di delegati.
Ma Non dimentichiamoci che anche Hillary Clinton sembrava destinata a una vittoria certa contro Trump. E cosi’ non avvenne.
Realclear politics, uno dei siti piu’ informati sui sondaggi, conferma che Biden e’ davanti a Trump ma il suo vantaggio si sta assottigliando. Un mese fa era davanti di dieci punti, ora il vantaggio si e’ ridotto a sette. E nei cosiddetti top battlegrounds, gli stati dove la maggioranza e’ in bilico, il vantaggio di Biden e’ di soli quattro punti. Molte cose possono accadere da qui a novembre e Trump ha dimostrato di essere imprevedibile.
Altri dati rivelano pero’ qualcosa di piu’ profondo. I sondaggi sul voto per camera e senato confermano le previsioni positive consuete per i democratici al congresso (214 a 190) ma a sorpresa vedono un testa a testa al senato che fino ad oggi era saldamente nelle mani dei repubblicani. Come dire che i voti nelle varie circoscrizioni sembrerebbero punire il trumpismo piu’ di quanto puniscano il leader solitario Trump che mantiene la sua forza di attrazione su alcune fasce di elettorato. E’ un fenomeno che preoccupa ovviamente il partito repubblicano alla prese con una crisi di identita’. Trump e’ riuscito a terremotare un partito che inizialmente lo viveva come estraneo. Ora alcuni esponenti repubblicani si pongono il problema del futuro di un partito politico che ha fatto la storia degli stati uniti e che ora rischia una crisi dalla quale ci vorra’ molto tempo per riprendersi.  Come  a dire, in sintesi, il trumpismo e ‘ malato anche se Trump, politicamente, e’ tutt’altro che morto.


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