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Salvate il soldato Trump! Il fuoco “repubblicano” del Lincoln Project

 

Il Lincoln Project è un comitato di azione politica americano fondato nel 2019 da noti esponenti repubblicani ed ex repubblicani, con l’intento di impedire la rielezione di Donald Trump alle presidenziali del 2020 e quindi decretare la fine del trumpismo.

Dalle colonne del New York Times, a metà dicembre, i fondatori del singolare movimento dichiaravano:<<We are Republicans and we want Trump defeated. Siamo repubblicani e vogliamo che Trump sia sconfitto. Il Presidente ed i suoi attivisti hanno sostituito il conservatorismo con una fede vuota, guidata da un profeta falso. Il patriottismo e la sopravvivenza della nostra nazione di fronte ai crimini, alla corruzione e alla natura corrosiva di Donald Trump sono una vocazione più alta della semplice politica>>. (https://www.nytimes.com/2019/12/17/opinion/lincoln-project.html)

Della serie nessuno è profeta in patria.

Parole forti sono indirizzate, infatti, al presidente in carica, accusato di non possedere la cifra ed il rigore morale dei grandi presidenti repubblicani che lo hanno preceduto: da Abraham Lincoln (da cui prende il nome il movimento) a Dwight Eisenhower, Ronald Reagan, Richard Nixon.

Il friendly fire, o fuoco amico, viene mosso quindi da una frangia di strateghi dello stesso fronte repubblicano al soldato in prima linea Trump.

Difficile pensare che l’azione del LP possa arginare Trump, che ha la capacità di polarizzare il dibattito pubblico e conta ancora di un larghissimo consenso, oltre che di una corazzata imponente che sta sostenendo la sua campagna. Tuttavia il movimento lo infastidisce. Non a caso si assiste ad un incremento degli spot politici di Trump su Fox News, Cnn e Cnbc, per guadagnare terreno in alcuni Stati e perché la tv resta comunque il mezzo privilegiato per raggiungere un certo tipo di elettorato, si pensi ai baby boomers, gli over 57.

Trump spiegherà tutte le sue forze per essere rieletto e la sfida è del tutto aperta. La storia poi insegna, come fu nel caso di Hillary Clinton nel 2016, data vincente fino all’ultimo istante, che sebbene Biden sembri il favorito, Trump potrebbe essere assolutamente rieletto, nonostante lo schivato impeachment, l’onda antirazzista, la disoccupazione, la pandemia e le chiacchiere di palazzo a Washington.

 

ALCUNI DEGLI STRATEGHI POLITICI DEL LINCOLN PROJECT

George Conway. Avvocato newyorkese, è stato uno dei legali che ha rappresentato Paula Jones nella sua causa contro il presidente USA Bill Clinton, da cui partì l’intero scandalo Sexgate. Conway era nella lista dei candidati più papabili a ricoprire il ruolo di procuratore generale degli Stati Uniti, la nomina però andò a Noel Francisco. Dal 2018 Conway conduce la sua battaglia politica contro Trump, peccato però che sua moglie Kellyanne sia una trumpiana di ferro dal 2016, consigliera del Presidente, cattolica come il Vice Presidente Mike Pence e la First lady Melania, con origini per metà italiane, per metà irlandesi. Stupisce come la donna sia riuscita a barcamenarsi tra il marito e Trump con tanta destrezza.

Reed Galen. Stratega politico indipendente i cui anni di esperienza derivano dalla collaborazione con il presidente George W. Bush, il senatore John McCain e il governatore Arnold Schwarzenegger.

John Weaver. Consulente politico con anni di esperienza, anche nel team di George H.W. Bush nel 1988 e nel 1992 e del senatore John McCain dal 1997 al 2007. Weaver ha anche lavorato per il repubblicano John Kasich nel 2016 e per decine di governatori e senatori statunitensi.

Stuart Stevens è considerato uno dei più importanti agenti politici repubblicani della sua generazione e ha trascorso decenni a eleggere repubblicani ad ogni livello. Ha lavorato con George W. Bush, capo della campagna elettorale per Mitt Romney, Bob Dole e Chuck Grassley.

Steve Schmidt. Esperto di comunicazione ed affari pubblici. Ha lavorato a numerose campagne repubblicane tra cui quella del presidente George W. Bush, del governatore Arnold Schwarzenegger e del senatore John McCain. Oggi Schmidt è un analista politico che appare frequentemente sulla rete.

Rick Wilson. Stratega politico, repubblicano esperto, assiduo commentatore, autore di best seller del New York Times, consulente per i media e innovatore pubblicitario. Attualmente è caporedattore di The Daily Beast. Autore di Tutto ciò che Trump tocca muore, Wilson è un critico schietto dell’amministrazione Trump. Anche lui, come altri co-fondatori del LP, ha preso parte attiva nella campagna di Bush nel 1988.

 

L’obiettivo del team politico del Lincoln Project non è tanto favorire alle urne Joe Biden, dato in netto vantaggio dalle agenzie di polling data, quanto contrastare dichiaratamente il Presidente, attraverso un insidioso piano di comunicazione.

Jennifer Rubin del Washington Post ha considerato i video del LP “devastanti per diversi motivi: sono prodotti alla velocità della luce e quindi catturano il dibattito pubblico al momento giusto; martellano Trump nei punti in cui è più vulnerabile e si basano in gran parte sullo stesso Trump, le sue parole e azioni.”

Tra gli spot anti-Trump fatti esplodere ad orologeria sulla rete, si ricordano i più recenti:

 

I NOMI ∙ IMPARA I LORO NOMI

NAMES ∙ LEARN ∙ THEIR ∙ NAMES

Questo è il titolo dato all’ultimo video/lancio del Lincoln Project dell’altro ieri, in cui si leggono i nomi di Mitch McConnell, Lindsey Graham, Thom Tillis, Cory Gardner, Martha McSally, Ted Cruz, Joni Ernst, Marco Rubio ed altri politici, con la scritta “Loro hanno scelto Trump”. Sul sito del movimento si legge che: “Names” tratta di quei senatori repubblicani che hanno palesemente violato i loro giuramenti per proteggere il presidente Donald Trump. Reed Galen, co-fondatore di The Lincoln Project, ha dichiarato: “Questi sono senatori che hanno abbandonato le loro coscienze, lasciato alle spalle il popolo americano e non sono riusciti a difendere la Costituzione e la decenza comune“. “Il sostegno del presidente Trump alla bandiera confederata, il suo linguaggio stridente, la sua incapacità sono un grave pericolo per gli Stati Uniti. I leader eletti che non riescono a parlare sono altrettanto pericolosi e devono essere rimossi.

Questo novembre è l’America o Trump (https://lincolnproject.us/news/names/)

 

 

 

STORICO – IL PREZZO CHE NOI PAGHIAMO PER L’INADEGUATEZZA DI TRUMP

HISTORIC – THE PRICE WE PAY FOR TRUMP’S INADEQUACY

Nel video “HISTORIC” il Lincoln Project mette in evidenza i livelli sconcertanti della disoccupazione nel bel mezzo della pandemia da COVID-19, con la perdita di posti di lavoro specie per afroamericani e ispanici. Dice Reed Galen: “Milioni di americani laboriosi si trovano ad affrontare sfratti, bollette scadute e un mercato del lavoro incerto, mentre il Presidente continua a vantarsi del NASDAQ su Twitter. È completamente fuori dal mondo.

Trump ha gestito male la pandemia, ha fatto di tutto per minimizzare la gravità del virus, paragonandolo all’influenza. Lo ha persino definito una bufala – e continua Galen – Quante persone sono morte a causa della sua negligenza? E ora i casi di coronavirus sono in aumento. Quindi, quando il Paese chiede se possiamo permetterci altri quattro anni di Donald Trump, la risposta è chiara: no”.

 

RUSHMORE – L’EREDITÀ DI UN PRESIDENTE

“Rushmore”, è invece il video postato in occasione della visita del Presidente Trump al Monte Rushmore nel Sud Dakota, per le celebrazioni del 4 luglio.

Washington, Jefferson, Lincoln e Roosevelt hanno compreso profondamente la responsabilità della Presidenza, e ognuno ha svolto un ruolo fondamentale nel preservare la nostra Repubblica. Donald Trump, al contrario, sposta continuamente la colpa per mascherare la sua incompetenza e usa la sua posizione per dividere ulteriormente il popolo americano. Trump sarà ricordato solo per i suoi innumerevoli fallimenti e per i danni che ha arrecato all’America e alla sua gente”.

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