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La vera verità di Fontana

 

Dopo il livello di credibilità dell’ultima deposizione di Fontana presso il Consiglio regionale lombardo, siamo in grado di anticipare i futuri sviluppi della sua difesa, che il Presidente si appresta a completare.

“I 5,3 milioni che ho su un conto svizzero – dono del topino per la caduta dell’ultimo dente da latte – mi sono stati sottratti da un elfo e portati nottetempo in una banca elvetica. Al mio risveglio, una dolce fatina sull’armadio mi ha detto di non preoccuparmi: li avrei riavuti se avessi aiutato una dama in difficoltà.
(Applausi dei leghisti presenti, con sventolio di bandiere e rumorosi fragori di aria emessa dalla bocca).
“Allora durante la colazione mi sono messo a pensare, cosa che mi provoca sempre emicrania, quando mi è apparso un nano sul frigo e mi ha detto: “La soluzione ce l’hai più vicina di quanto pensi!, testone!”. Dopo averlo querelato, mentre mia moglie mi aiutava a districare l’ennesima mascherina impigliata nelle orecchie, mi venne in mente che mio cognato aveva una società che si chiamava proprio Dama e che avrei potuto aiutarla con una fornitura senza appalto di camici, per oltre mezzo milione di euro. Ma lui – che disdegna il denaro in quanto nipote di Mubarak – si rifiutò e volle farne un dono. Questa è la vera verità, signori, perché io sono della Lega, un partito onesto. E a chi non ci crede, sono disposto a ripeterlo 49 milioni di volte!”
(Applausi dei leghisti presenti, gesti dell’ombrello indirizzati all’opposizione, mostra dei glutei verso la stampa).

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