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Antonio Faggioli. Il ritorno della Medicina scolastica, requisiti strutturali e funzionali contro i rischi da Covid-19

 

La coda dell’anno scolastico 2019-2020 è stata tagliata dalla epidemia da Covid-19, lasciando aperta la discussione su come metterne in sicurezza il riavvio. Sono state formulate iniziali proposte sull’adeguamento strutturale e funzionale delle aule per la prevenzione dei rischi alla salute, come pure ipotesi sull’ulteriore fabbisogno di personale docente e non docente e relativi costi.  Dopo ripetuti incontri si sono concluse le proposte formulate dalla Conferenza Unificata sulle linee guida per il ritorno a scuola nel prossimo settembre  (Piano scuola 2020-2021 – 26 Giugno 2020). Decisione importante è risultata quella di “Raccordi tra gli Istituti scolastici e i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende sanitarie locali, anche tramite la previsione di uno specifico referente medico per le attività scolastiche”. Purtroppo tale impegno non risulterebbe tra gli aspetti operativi del “Piano Scuola”, nonostante la sua importanza che è opportuno richiamare facendo riferimento all’ex “Servizio di Medicina Scolastica”.

Dai primi anni del ‘900 fu posta particolare attenzione alla scuola soprattutto a partire dagli anni ’30, tanto che lo Stato assunse il compito di assolvere alla promozione dello sviluppo della persona finalizzato allo sviluppo fisico, economico, sociale e culturale. Ne derivò l’obiettivo di sostituire la sola “educazione” con “l’istruzione” tramite una “scuola formativa”. La “medicina scolastica” gestita dai Comuni contribuì decisamente al conseguimento di tale obiettivo, collaborando con gli educatori a individuare, tra gli altri, i fattori causali delle patologie e anomalie dello sviluppo nell’età evolutiva e delle malattie infettive. Già allora emersero aspetti critici sul piano organizzativo relativamente all’orario scolastico, alla refezione scolastica, ai requisiti strutturali e funzionali degli ambienti. Tali problemi furono affrontati gradualmente e risolti con la collaborazione tra genitori, insegnanti e medici scolastici.  Si ebbe una legislazione medico-scolastica che si perfezionò gradualmente nel tempo, soprattutto  assumendo gli obiettivi della prevenzione e della diagnosi precoce delle malattie perseguiti fin dal periodo 1901-1950. Successivamente ebbe avvio una nuova fase con precise norme sanitarie, proposte dagli Ufficiali Sanitari Comunali e gestite ancora dai Comuni. Fondamentali a tali fini risultarono due decreti: il Decreto Presidente della Repubblica 11 Febbraio 1961, n. 264 e il DPR 22 Dicembre 1967, n. 1518. Tali norme relative alla medicina scolastica sono tutt’ora formalmente vigenti, in quanto previste all’art. 14 dalla Legge 23 Dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del Servizio Sanitario Nazionale).  Purtroppo tali funzioni in materia di prevenzione, attribuite alle Unità Sanitarie Locali dal 1978, sono state da queste inspiegabilmente disattivate… Continua su jobsnews

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