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Giustizia nel caos. Bonafede vuole riformare il Csm, mentre l’Anm si spacca, e i progressisti di Area accusano i moderati di Unicost

 

I fatti, però, raccontano di un sistema Giustizia davvero in affanno. Sabato i componenti della giunta dell’Associazione nazionale magistrati appartenenti alle correnti di Area e Unicost, compresi il presidente Luca Poniz e il segretario Giuliano Caputo hanno lasciato l’organo che guida il sindacato delle toghe. Nella Giunta adesso rimane solo la corrente di Autonomia e Indipendenza, guidata da Piercamillo Davigo. Una nuova riunione del Comitato direttivo centrale è prevista per lunedì alle 19. I magistrati cercano un modo per andare avanti ma i rapporti sono ormai molto tesi. Area, corrente progressista, ha duramente attaccato Unicost, componente cui appartiene anche Palamara. “Ieri è emerso che la componente di Unicost non sembra in grado di mantenere la posizione di fermezza” relativa alla “questione morale” e al rilancio dell’Anm, assunta un anno fa. “Per questo – spiega una nota – sono venute meno le condizioni che ci avevano indotto ad assumere la guida dell’Anm e per questo – e solo per questo- il presidente Poniz e il gruppo di Area hanno fatto un passo indietro”. Impossibile per problemi tecnici, dal momento che le strutture non sono attrezzate per far votare in modo telematico circa 9mila magistrati, anticipare a luglio il voto previsto a ottobre. Bisogna quindi trovare, viene spiegato, un modo per andare avanti fino alle urne, ma lo scontro in atto tra Area e Unicost rende complicata ogni trattativa.

Tra le ipotesi ci sarebbe quella di proporre sei nomi in rappresentanza di tutte le correnti e creare una giunta unitaria, ma il clima ad ora non lo rende fattibile e in ogni caso la componente progressista sarebbe contraria. Possibile, quindi, che alla fine venga prorogata questa giunta fino a ottobre, nonostante i rapporti personali restino tutt’altro che semplici. “Serve la volontà politica”, ammette una fonte. A far scoppiare il nuovo “terremoto” le chat del telefono di Palamara pubblicate da alcuni quotidiani che fotografano il pm di Roma – attualmente sospeso – che in una conversazione con il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma dice che Matteo Salvini “va fermato”. Sono i giorni in cui l’ex ministro dell’Interno è sotto indagine in Sicilia per aver chiuso i porti ai migranti. Il leader della Lega è sul piede di guerra: “‘Salvini è una merda… Salvini ha ragione ma dobbiamo fermarlo…’. E questa sarebbe ‘Giustizia’? Processi brevi e certezza della pena, la riforma della Giustizia priorità del prossimo governo”, assicura su Twitter. Quanto all’oggi, aggiunge, “il problema non è Salvini, ma il cittadino italiano. Che da oggi ha il diritto di pensare che non sarà giudicato in base alla legge ma in base alle simpatie e il colore politico”. Lunedì, peraltro, la giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato tornerà ad esaminare l’operato dell’ex ministro dell’Interno in relazione al caso Open Arms. Lo scontro è ingaggiato.

Da jobsnews

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