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Droga Covid ai giornali

 

Coma profondo per i giornali di carta, mezzo coma per i quotidiani digitali. I primi vendono appena 1,5 milioni di copie al giorno contro i quasi 6 milioni del 2000.  I dati di dicembre 2019 sono da infarto. Le cifre dell’Osservatorio sulle Comunicazioni, diffusi dall’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, suonano la marcia funebre.

Certo non è una sorpresa per la carta stampata da tempo in crisi. Ma c’è anche una bruttissima novità: crollano anche le speranze di riscossa riposte sui giornali online. Pure l’editoria digitale va male sempre rispetto allo scorso dicembre: meno 24% su dicembre 2015, meno 4% su dicembre 2018. Va benissimo, invece, Internet: 41 milioni di utenti medi giornalieri sempre nel dicembre 2019. Nel boom della Rete dominano i colossi Facebook (35,7 milioni di utenti unici) e Instagram (27 milioni di utenti unici).

In sintesi: la crisi c’è, è gravissima. Forse potrebbe essersi attenuata nei primi mesi del 2020 con la sete di notizie sul Coronavirus. Almeno è questa la speranza per i giornali online visti i dati di marzo, sarebbe però una ripresa drogata, un metadone dal fiato corto.

C’è da fare i conti con la realtà: gli italiani, soprattutto i giovani, snobbano i giornali. Ed è un fenomeno quasi solo italiano. I quotidiani negli Stati Uniti, dopo una gravissima crisi, sono alla riscossa. Gli editori hanno investito sulle nuove tecnologie digitali e macinano di nuovo utili. È il caso della rinascita e del successo del ‘New York Times’ che ha investito molto sulla versione digitale in sinergia con quella storica su carta. E ora la testata va benissimo. Certo la qualità dell’informazione è alta. I giornali italiani dovrebbero dare un’occhiata su cosa succede sull’altra sponda dell’Oceano Atlantico.

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