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Oltre la crisi: le proposte dei giornalisti (sg)

 

La chiusura, purtroppo per certi versi, definitiva, degli Stati generali dell’editoria voluti dal Governo giallo-verde, si è consumata il 4 luglio scorso, a partire dalle ore 10, presso la nuova aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. Era un giovedì e c’era parecchio caldo. Perdonate l’ironia. Ma sembrano davvero passati eoni, non mesi, da quel giorno. Nel frattempo un Governo è caduto, ne è subentrato un altro con una diversa maggioranza (che di già vacilla e barcolla parecchio assai, se ci è permessa una notina polemica), ma soprattutto il mondo del giornalismo e dell’editoria italiana, è ritornato nel marasma più totale, senza che l’apertura decisa,  voluta dal Governo precedente, e i conseguenti incontri degli Stati generali, abbiano lasciato una traccia, anche minima, sul comparto. Magari sbagliamo, ma questa è la percezione dal nostro osservatorio. Vedremo. I segnali per il momento non sono buoni,  purtroppo. Gli intrecci tra i vari mondi che compongono il settore, appena appena accennati, durante le consultazioni degli Stati generali, stanno già scemando. La fase finale del percorso di conoscenza e confronto è venuta meno prima ancora  di cominciare con la crisi di Governo. Del convegno di ottobre a Torino,  per tirare le fila della narrazione e formulare una concreta proposta di riforma,  si sono perse le tracce, anche perché,  calendario alla mano, ottobre è già finito da almeno una decina di giorni. Quindi?  Forse in fondo a questo nostro ultimo pezzo di rendicontazione degli Stati generali proveremo a rispondere alla domanda, o almeno proveremo a formulare qualche proposta. Intanto veniamo al racconto dell’incontro che ha posto la pietra tombale sugli Stati generali e che si intitolava: “Oltre la crisi: le proposte dei giornalisti per cambiare passo”.  Dopo l’introduzione ai lavori… Continua su lsdi

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