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La Conferenza dei Cdr: «No a nuovi prepensionamenti senza misure per occupazione e previdenza»

 
Comitati e fiduciari di redazione, riuniti nella sede della Fnsi, chiedono che il rilancio del settore passi da contrasto al precariato, abolizione dei co.co.co., salvaguardia dell’Inpgi, recepimento della direttiva sul copyright. Convocata una prima mobilitazione in occasione della discussione della legge di bilancio.
No a una nuova stagione di prepensionamenti senza contestuali interventi strutturali sul lavoro, sul contrasto al precariato e sulla previdenza. Lo ribadisce la Conferenza nazionale dei Comitati e fiduciari di redazione, riunita oggi a Roma, pronta alla mobilitazione generale già in occasione dei dibattito parlamentare sulla legge di bilancio.

«La Conferenza nazionale dei Comitati e fiduciari di redazione – si legge nel documento finale approvato per acclamazione – chiede con forza il rilancio del settore dell’editoria. Ad essere a rischio sono il pluralismo dell’informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati. Nel valutare positivamente le aperture del governo, la Conferenza ritiene che qualsiasi intervento di riattivazione dei prepensionamenti non possa prescindere da un confronto, in tempi rapidi e stringenti, fra le parti sociali e il governo stesso per evitare che queste misure si traducano ancora una volta solo e soltanto in un taglio del costo del lavoro da parte delle aziende editoriali».

Allo stesso modo, proseguono i Cdr, «non si può prescindere dall’abolizione della figura dei co.co.co., rider dell’informazione, colleghi privati di qualsiasi diritto in nome di una flessibilità selvaggia. L’informazione ha bisogno di investimenti e regole, non di tagli e deregulation, ricetta seguita dagli editori negli ultimi dieci anni, ma che, come è evidente, non ha certo aiutato lo sviluppo e il rilancio del settore».

La Conferenza dei Cdr e dei fiduciari «sottolinea che non si può prescindere dalla salvaguardia dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Inpgi, la cui situazione è il risultato di un decennio di tagli ed espulsioni dal mondo del lavoro. La salvaguardia dell’Inpgi – incalzano i giornalisti – passa attraverso l’indispensabile allargamento della platea degli iscritti e la messa in campo di politiche di inclusione del mondo del lavoro che richiedono un’inversione di tendenza da parte delle aziende e azioni di contrasto al precariato dilagante».

Indispensabile, inoltre, il recepimento della normativa europea sul diritto d’autore, «strumento per evitare che continui il saccheggio del lavoro giornalistico da parte dei giganti del web», si legge ancora nel documento.

«Su questi temi ineludibili – concludono Comitati e fiduciari di redazione – il sindacato dei giornalisti ritiene necessario un confronto a tutto campo, e senza pregiudiziali, con il governo e con gli editori. L’apertura di una nuova stagione di tagli al costo del lavoro e di riduzione dell’occupazione, annunciata da alcune aziende, richiede una mobilitazione di tutta la categoria, con azioni di contrasto e di lotta. La Conferenza convoca una prima manifestazione in occasione della discussione della legge di bilancio».

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