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Giulietti: “Nuovo Governo, discontinuità necessaria sul rispetto dell’articolo 21”

 

E’ un giudizio sospeso quello del Presidente della Federazione della Stampa Giuseppe Giulietti sul Governo che sta nascendo in queste ore. In un’intervista a Radio Radicale ribadisce la necessità ineludibile che la tutela della libertà d’informazione rientri tra i primi dieci punti dell’esecutivo Conte-bis, ma sottolinea altresì che finora ciò non è emerso. “Tra le dieci cose importanti da fare non ho letto lo stop ai tagli né ai bavagli – dice Giulietti – e siccome negli ultimi mesi abbiamo vissuto un’autentica persecuzione della libertà, cito la vicenda di Radio Radicale solo a titolo di esempio, credo sia un punto fondamentale. Poi c’è stata la falcidia del fondo per il pluralismo dell’informazione che danneggia decine di testate. Ecco, io vorrei sentire qualcosa su questo. Si parla di discontinuità, bene. Io vorrei vederla in relazione alle scelte nel rapporto con l’informazione e con i giornalisti. Vorrei vederla nelle conferenze stampa dove i politici rispondono alle domande dei giornalisti e vorrei che i Ministri non fuggissero da domande scomode facendo battute, o, peggio, minacce. Cito il caso di Valerio Lo Muzio e la moto d’acqua per facilitare la comprensione di tutti”. Sul rapporto tra Federazione ella Stampa e nuovo Governo, il Presidente torna su un concetto emerso più volte nel corso degli anni: “Non esiste un Governo amico o nemico, l’unico Governo amico è quello che rispetta l’articolo 21 della Costituzione. Confidiamo come sempre nel Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che per dieci volte nell’ultimo anno ha ricordato come l’articolo 21 della Costituzione sia il presidio della democrazia. Sentiremo quali saranno i punti cardine di questo Governo, dopo di che non ci sarà alcun problema a chiamare gli iscritti alla lotta e alla protesta nel caso in cui non si vedrà discontinuità sui tagli al pluralismo, sulle querele bavaglio, sulle conferenze stampa senza domande, sulle minacce ai cronisti, sui blog che stilano le liste dei giornalisti buoni e di quelli cattivi”.

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