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“La scorta non è mai un privilegio ma un sacrificio quotidiano. Ho invitato Salvini a vedere il film…” Intervista a Federica Angeli

 

Applausi e occhi lucidi in sala. Il film “A mano disarmata” sulla storia di Federica Angeli ha commosso tanti. La lotta solitaria contro la mafia ad Ostia (che nessuno prima di lei si azzardava a nominare), le minacce, l’omertà, i contrasti in famiglia e al giornale… Federica e Claudia Gerini (l’attrice che presta il volto alla cronista di Repubblica) hanno appena lasciato una delle sale in cui il film è stato proiettato e hanno voluto salutare gli spettatori presenti. Raggiungiamo Federica telefonicamente all’uscita della sala.

Qual è stata la tua prima reazione quando hai visto il film completo?
Un impatto emotivo fortissimo. Guardare la mia storia proiettata sullo schermo mi ha fatto tirare fuori tutte quelle emozioni, e quelle lacrime, che fino a quel momento non mi potevo permettere di versare…

Quanto è fedele il film al tuo libro?
Fermo restando che il cinema ha ovviamente le sue regole e spesso stravolge un testo da cui è tratto un film, in questo caso il regista e la sceneggiatrice di “A mano disarmata” sono stati fedeli al libro, nel rispetto della mia persona

Per la Gerini un ruolo intenso e impegnativo. Quando lo hanno visto i tuoi figli cosa hanno pensato?
Mi hanno detto: “mamma, in alcuni momenti sembri veramente tu, ci siamo dimenticati che era l’attrice”. E questo penso rappresenti per lei un’ulteriore soddisfazione professionale. Lei non ha cercato di imitarmi. E’ entrata negli stati d’animo che ho vissuto io

In che modo i tuoi figli hanno vissuto tutta la vicenda delle minacce e della scorta?
Abbiamo cercato di trasformare quella situazione in un gioco. Ho pensato a “La vita è bella” di Benigni e così quando mi hanno assegnato la scorta sono arrivata a casa e ho detto loro: “mamma ha scritto un articolo che è piaciuto così tanto che le hanno messo a disposizione due autisti…” E così abbiamo continuato in casa per evitare traumi. Poi ovviamente crescendo hanno capito…

I due temi portanti del film sono proprio la vita sotto scorta e la tua lotta coraggiosa e solitaria contro la mafia ad Ostia. Partiamo dal secondo: la difficoltà di voler portare avanti una battaglia quando in tanti (anche familiari) ti chiedono di fermarti
Nel film gli “antagonisti”, paradossalmente, non sono gli Spada ma la società per bene che riflette sulle conseguenze che una scelta comporta. Io non ho mai avuto nella realtà (e nel film me ne danno atto) alcun tentennamento malgrado le difficoltà. Le persone intorno a me, vuoi per un istinto di protezione o per paura, più volte mi dicono di fermarmi. Mentre io decido di andare avanti. Questo per me è un punto forte che mi piacerebbe portasse a una riflessione: ‘se c’è riuscita una persona normale come Federica allora anche io posso farlo’. Se avverrà credo che questa sarà la vera vittoria contro la mafia.

L’altro aspetto riguarda il tema della scorta. Che oggi si vorrebbe togliere ad alcuni giornalisti quasi fosse un privilegio. Quando invece ti trasforma la vita privandoti della tua libertà personale. Con le sbarre alle finestre – come abbiamo visto nel film – che ti impediscono perfino di vedere tua figlia giocare nel parco sotto casa…
Alla conferenza stampa di presentazione del film io ho invitato il ministro dell’Interno Salvini a venirlo a vedere per toccare con mano cosa significhi vivere sotto scorta, che è l’esatto contrario di ciò che troppo spesso si dice. Non è affatto un privilegio ma sono tanti piccoli e grandi sacrifici quotidiani. Guardare questo film può aiutare a capire quanto anche noi della scorta ne faremmo volentieri a meno se non fosse così necessario…

@s_corradino

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