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“Etna-Futuro”. Quale futuro per il vulcano?

 

Lo scorso secolo due luoghi al mondo avevano la capacità di modificare la loro skyline: New York e l’Etna. Dopo l’esplosione dell’edilizia cinese questa caratteristica è rimasta “unica” solo per il nostro vulcano, che da millenni si autogenera, crescendo, crollando, ma anche devastando. Noi umani solo da qualche millennio abbiamo capito la grandezza dell’Etna, ciò è avvenuto in concomitanza con il nascere della cultura: quella orale di Omero; quella scritta, ancora in discreto uso; quella visiva, che è passata dagli affreschi ai tablet.

Come il Vesuvio ai tempi di Plinio, il Mongibello, nel 1669, ci fece ricordare di essere un poderoso vulcano e che noi ne siamo i provvisori abitatori. Come diceva il nonno, durante le eruzioni: “A muntagna si fa na passiata ne’ so possedimenti…” (passeggia nei suoi possedimenti) oppure, dopo una notte di libeccio che squagliava la neve, mostrando la lava sottostante: “A Muntagna si sciarriau cco libeci… e c’avi a cammisa strazzata” (ha litigato col vento ed ha la camicia stracciata).
L’Etna umanizzato, come un essere con cui convivere simbioticamente.
Il convegno “Etna-Futuro” si terrà in concomitanza dei 350 anni dal giorno di inizio dell’eruzione del 1669 (il prossimo 8 marzo) e parte proprio dalla poesia e dall’arte, che per prime hanno scoperto la grandiosità del Vulcano.
Di lì in poi “a’ Muntagna”  divenne luogo di studio, di progetto, di tutela; tutti elementi essenziali per narrare oggi il valore dell’Etna, elementi che a tal fine saranno analizzati nel convegno.

E’ risaputo che tra i “Patrimoni dell’umanità” l’Etna è tra i più noti al mondo, in quanto, nominando il nostro vulcano, quasi qualunque cittadino del mondo sa dov’è e cos’è. Un “brand” poco sfruttato sia dal punto di vista turistico, che delle sue immense risorse naturali in genere, che, messe insieme al turismo, potranno dare un futuro all’intera provincia di Catania.
Il titolo del convegno “Etna-Futuro”, come ci insegna Dante, vuol significare più cose: quale futuro ci sarà per il nostro vulcano, ed anche che l’Etna sarà il nostro Futuro. Se non, addirittura, che è possibile già sognare una dimensione futura in cui rinascere, come il vulcano: un futuro dove il territorio si unificherà in una entità in cui, armonicamente, in olistica prospettiva, vivranno natura ed umani. Di nuovo.

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