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Francesca Totolo, la “dama sovranista”, presenta il suo libro a Latina e attacca le Ong

 

“Più Ong equivale a più morti”. Facilissimo. Risolve così la questione migranti Francesca Totolo, detta anche (da lei stessa) la “dama sovranista”, collaboratrice del Primato Nazionale, influencer del popolo degli anti immigrati e in tour per presentare il suo libro dal titolo “Inferno spa” dedicato alle ong e al vasto mondo della solidarietà descritto come un “sistema di moderni Caronte, traghettatori di vite a perdere”. Una delle prime tappe del giro di presentazioni del libro la Totolo l’ha fatta a Latina, sotto l’egida e con l’organizzazione di Casapound ovviamente, all’interno del circolo cittadino, un luogo dove la destra ha sempre avuto riferimenti importanti. Prima dell’autrice hanno parlato Marco Savastano che guida l’associazione nel capoluogo pontino e Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound ma presente all’evento nella sua qualità di editore del libro la cui promozione parte dal contenuto anti Ong, anzi anti sistema di accoglienza. Ne ha avuto per tutti l’editore: “Leggere questo libro vi aiuterà a comprendere bene il business che si cela dietro le Ong, tutte finanziate dalla Fondazione di George Soros (Open society)”. E ancora: “i mondialisti hanno sostenuto l’immigrazione verso l’Italia” compresa “la solita Bonino”. Non si salva nessuno nell’elenco dei “cattivi” e approfittatori del business-migranti, men che meno i giornalisti. In testa alla lista c’è Lilli Gruber, “rea” di aver corretto, durante la sua trasmissione, le affermazioni sulla Fondazione di Soros. Ma il demerito maggiore viene attribuito da Antonini direttamente all’associazione “Carta di Roma” di cui ha detto: “Io prima di leggere questo libro non sapevo che esiste un’associazione la quale vieta che si usino termini come ‘straniero’ o che si associ nelle cronache la nazionalità a chi ha commesso un reato. Ecco, questo è un modo per impedire, addirittura, che si racconti cosa accade. Addirittura se si usano quei termini si può essere sanzionati dall’Ordine dei Giornalisti”. L’autrice nel suo intervento ha ribadito gli stessi concetti ma è andata oltre sul giudizio relativo alla Libia, “Gheddafi è stato l’unico leader che è riuscito a far andare d’accordo tutte le tribù della Libia”, sulla nuova politica del Governo in materia di accoglienza, “Tanto è stato fatto ma bisogna fare tanto altro” .
Francesca Totolo è diventata influencer dei sovranisti nel giro di un paio di anni, forse meno: ha creato il profilo il 10 gennaio 2015, ma ha iniziato ad utilizzarlo attivamente il 2 agosto 2017, il giorno del sequestro della Iuventa. Da allora ha postato 28908 tweet, con una media di 20 al giorno. E’ seguita da 13.988 persone. Analizzando gli ultimi 50 giorni di attività: ha postato 3199 tra tweet e retweet, con 29 milioni di impression (stima della piattaforma di analisi socialbearing), raggiungendo 15309 utenti coinvolti. I principali link che posta provengono da Il Giornale, Il primato nazionale e la casa editrice Altaforte che gli ha editato il libro “Inferno spa”. I principali hashtag che ha usato sono: ong, libia, soros, seawatch, siamotuttisequestratori.
Gli account collegati a lei (ovvero menzionati, che la menzionano, di RT) sono: gruppognazzzio (gruppo nato contro Ignazio Marino, quando era sindaco di Roma), Giannandrea Gaiani (esperto di sicurezza militare), l’account anonimo IamJamesTheBond, Giampaolo Rossi, consigliere Cda Rai, Mario Vattani, diplomatico, legato a Casapound.
La scorsa estate è stata lei la prima a mettere a twittare la foto di Josefa, la migrante salvata e di cui da quel momento si è detto che era poco credibile la sua disavventura, in quanto aveva lo smalto alle unghie, una fake poi svelata da Annalisa Camilli che era a bordo della nave inviata da Internazionale. La stessa Totolo in una intervista rilasciata ad Andrea Palladino per La stampa ha ammesso di avere “stretti legami” con account Twitter anonimi specializzati nel propagandare notizie contro i migranti. La dama dei dossier sovranisti è stata rilanciata più volte sui social da Marcello Foa, giusto nei giorni immediatamente precedenti la sua nomina al vertice della Rai.
In realtà, non tutto è dedicato al traffico dei migranti, ai barconi e alla Libia
Ad ogni modo adesso gli orizzonti si allargano. In un passaggio dell’incontro di Latina si è andati oltre, si è parlato della scelta dell’Associazione Studi giuridici sull’immigrazione, anch’essa colpevole di far parte del “sistema” ma in un altro modo: “Sono stati tra i promotori del ricorso contro la legge sul bonus alle mamme nella parte in cui non prevedeva che questo andasse anche alle mamme immigrate e così una legge pensata per combattere la bassa natalità in Italia è andata a favorire gli immigrati”. Questa osservazione resterà, probabilmente, la vera chicca razzista della serata dedicata al libro di Francesca Totolo. Che, però, è stato accolto più che bene a Latina, la città nera per eccellenza che sta spostando i voti e le simpatie del popolo di destra verso la Lega e quindi il circolo ricreativo in piazza del Popolo, quello dove Mussolini ha inaugurato Littoria nel 1932, era effettivamente il posto ideale. La destra s’è desta da queste parti: gli ultrà del Latina calcio alle partite in casa marciano dalla sede del club verso lo stadio col braccio alzato e i cori dell’epoca, indisturbati; quelli di CasaPound sono in grande spolvero ultimamente: raccolgono cibo e beni necessari per le famiglie povere e organizzano la distribuzione nello stabile che occupano senza pagare l’affitto all’Enel da anni, tengono sit in nel quartiere a più alta densità di famiglie immigrate, lanciano lacrimogeni e gridano “prima gli italiani”, sempre indisturbati; sfilano al centro della città il giorno della Memoria delle Foibe e Latina, in quei momenti, è davvero la loro terra. Ma non sono soli: prima della Totolo a Latina era arrivato Roberto Fiore in un seguitissimo appuntamento dove si sono visti tanti giovani della destra profonda ma anche tutte le vecchie facce, alcuni ex di Avanguardia Nazionale, altri passati da An e presenti nelle amministrazione targate An che qui hanno governato per quasi venti anni col sostegno di Forza Italia e Centro.

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