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SUPERCOPPA IN ARABIA, UN CALCIO AI DIRITTI UMANI

 

Lo daranno la Lega Calcio, la Juventus e il Milan con la decisione di scendere in campo a Gedda, in Arabia Saudita, mercoledì 16 gennaio per la Supercoppa italiana.

E lo daranno tutti coloro che hanno scelto il silenzio. Complice.

Sette milioni di euro.

Tanto vale il silenzio di fronte alle bombe – anche italiane – che da quattro anni massacrano i civili nello Yemen.

Di fronte all’arruolamento dei bambini soldato.

Di fronte al brutale omicidio nel consolato saudita di Instabul in Turchia del giornalista Jamal Khashoggi.

Di fronte alle inchieste che chiamano in causa come mandante direttamente il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman.

Di fronte a uno stadio con “settori riservati agli uomini”.

Di fronte a un paese dove i diritti delle donne sono ancora oggi calpestati e molte attiviste sono in carcere.

Di fronte a un Paese in cui quattro anni fa un blogger, tuttora in prigione, subiva 50 frustate.

Di fronte a un Paese in cui ogni anni decine di condanne a morte vengono eseguite mediante decapitazione pubblica.

Per questo l’Usigrai, d’intesa con la Fnsi, l’Ordine dei Giornalisti, Amnesty International Italia e Articolo21, organizza un presidio per il 16 gennaio alle ore 10 davanti alla sede dell’Ambasciata dell’Arabia Saudita a Roma.

 

Da usigrai

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