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Prima iniziativa di Articolo21 Emilia Romagna. Tante le iniziative già in cantiere

 

Esterno giorno. Un capannello di donne e uomini aspetta che il telo cada, e il murales in memoria di Giancarlo Siani venga finalmente consegnato ai napoletani per onorare il suo spirito civile e la sua memoria. Siamo al Vomero, Napoli, in via Romaniello. E’ il settembre 2016. Ecco: per capire l’apertura di Articolo 21 in Emilia-Romagna occorre cominciare da qui. Esattamente da quando, attesi da nessuno, una cinquantina di studenti irrompono sulla scena. Sono capeggiati da una donna, Stefania Pellegrini, professoressa dell’Università di Bologna: la prima ad attivare un corso accademico su “Mafie e Antimafie” in una Scuola di Giurisprudenza. E’ da questo incontro di “passioni civili” che è nato Articolo 21 Emilia-Romagna 30 mesi dopo.

Eccoci a Bologna, venerdì 18 gennaio 2019, nella prestigiosa cornice della sala Keller di via Galiera: Paolo Borrometi, presidente di Articolo 21, Loris Mazzetti, storico collaboratore di Enzo Biagi, fondatore di Articolo 21 e attualmente alla direzione di Rai3, Beppe Giulietti, presidente Fnsi e tanti altri (tra cui la presidente Aser, Serena Bersani) tengono a battesimo l’apertura dell’associazione che vede come portavoce la vulcanica professoressa che arrivò a Napoli con decine di studenti per condividere la passione per tolleranza e legalità, Stefania Pellegrini.
Sui valori dell’associazione si è soffermato Paolo Borrometi, aprendo così l’incontro di battesimo dell’associazione in zona via Emilia.
“L’idea di Articolo 21 parte da una responsabilità della professione giornalistica, quella di informare. E si fonde con il diritto dei cittadini di essere informati in modo corretto e plurale. Articolo 21 non è un’associazione di giornalisti che parlano tra loro, è un mondo plurale che si allarga qui all’Università, al mondo accademico, come in questo caso con Stefania, che ringrazio di cuore; alle parti sociali, al mondo associativo in difesa del diritto-dovere di informare ed essere informati”.

“Le prime inchieste, poi Black Monkey e il maxi processo Aemilia. E’ un momento storico e non strettamente in positivo per il territorio – ha detto la portavoce di Articolo 21 Emilia-Romagna, Stefania Pellegrini – segnali positivi ce ne sono. Anche la costituzione di parte civile al processo Aemilia di Aser, Fnsi e Ordine che ha visto confermare la definizione di all’informazione dei cittadini. Formazione e informazione sono strettamente legati – ha aggiunto – e con la nascita di Articolo 21 Emilia-Romagna questo legame viene rafforzato culturalmente e fattivamente”.

Tante, infatti, le iniziative già in cantiere. Ha parlato di “casa delle differenze” che si riconoscono sulla base ideale della Costituzione il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti. “Il  tema costituzionale è fondamentale oggi più che mai – ha detto Giulietti parlando di Articolo21ER – perché sta avanzando l’idea ‘putiniana’ secondo la quale si possa fare a meno dei giornalisti. Un’idea per la quale ci si affaccia dal balcone quando si vuole parlare al popolo”.
“Paradossalmente – ha ricordato Mazzetti – quando nel 2002 vivevamo i tempi degli “editti bulgari”, era più facile aprire un fronte culturale come quello che presiede Articolo 21 sulla libertà di stampa. Tant’è che già allora in una manifestazione qui a Bologna, in un colloquio tra Enzo Biagi, Bice, Beppe Giulietti, il sottoscritto e altri nacque l’idea di aprire Articolo 21. Ci arriviamo oggi in un momento difficilissimo. Allora era più facile, c’era un certo fermento, movimento – l’epoca dei girotondi – oggi, invece, la gente è molto più impegnata a sopravvivere”.

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