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In molti mi hanno chiesto perché ho accettato di candidarmi 

 

In molti mi hanno chiesto perchè ho accettato di candidarmi.
Ho accettato perchè non si può sempre pretendere solidarietà, ma bisogna fare squadra.

Ho accettato perchè, quando non c’era nessuno accanto a me, ho trovato Beppe Giulietti, Vittorio Di Trapani e Raffaele Lorusso.
Ho accettato perchè fino a pochi mesi fa ero un precario e la Fnsi mi è stata accanto, dandomi un pizzico di serenità quando mi mancava totalmente.
Ho accettato perchè sono tante le cose che non vanno nella nostra categoria, ma bisogna parlarne e confrontarci. Altrimenti saremo come i “capponi” di Renzo nei Promessi Sposi, che si beccavano mentre andavano a morire.
Ho accettato perchè, nei tanti processi che ho in corso per le gravissime minacce di morte ricevute, la Federazione Nazionale Della Stampa c’è sempre stata, e Beppe Giulietti, così come Vittorio Di Trapani, sono stati presenti, accanto a me.
Ho accettato perchè sono tanti, tantissimi, i colleghi che fanno il proprio dovere nelle periferie d’Italia, ma sono soli. E noi non possiamo permettere di lasciarli soli, di solitudine si muore.
Ho accettato perchè la faccia bisogna metterla: l’Io non vince mai, il Noi si.
Facciamo squadra, tutti quanti insieme. Andiamo “Controcorrente”!

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1 COMMENTO

  • Adrio

    Ho una età inoltrata che vi prego di scusare se mi ha fatto maturare aggettivi come “balorda”, ad esempio, o, più comprensibile e diretto, “insensata”, riferito alla vita vissuta.
    Ebbene, a questo punto, mi sono chiesto se fosse giustificato e gratificante partecipare alla dialettica politica.
    Poi, con uno sforzo di riflessione, sono giunto alla conclusione che se la vita è balorda ebbene si merita una dialettica anch’essa balorda ed insensata come quella che ci offrono oggi.
    E continuo nella illusione di una etica razionale e comprensibile riflesso di una educazione antica ma resistente.

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