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Teatro Quirino. “Sei personaggi in cerca d’autore”, Michele Placido coglie l’attualità di Pirandello

 

La riduzione del dramma di Pirandello “Sei personaggi in cerca d’autore” a firma Michele Placido ha inaugurato il sessantesimo cartellone dello Stabile di Catania. La prima nazionale ha avuto luogo con grande successo nel capoluogo il 17 ottobre 2017 e nella stagione 2018-2019 sarà in tournée nelle principali città italiane. Lo spettacolo di Placido ha il pregio di smussare le asperità cerebrali pirandelliane e di evidenziare le attinenze alla riflessione odierna.

A Roma il sipario del teatro Quirino, molto affollato per l’occasione, si apre in un buio solcato a tratti da flash di riflettori che ne accentuano l’enigma. In quello che appare un garage o forse una cantina, un gruppo di giovani d’oggi sta preparando uno spettacolo, lamentandosi che costumi e messa in scena non riproducano le suggestioni della realtà. Il dramma ha per tema la violenza sulle donne. Alcuni attori arrivano sul palco attraversando la sala, evidenziando quel legame con il pubblico, fatto di tanti “personaggi” veri, cui s’ispira l’autore per trasformarli in rappresentazione scenica. Ed ecco che a un angolo del palcoscenico, inizialmente quasi inosservato, compare Michele Placido che si dichiara personaggio: è il vero Padre di cui la storia racconta. L’irruzione meta teatrale del grande attore si fa disquisizione sui “personaggi” in sé, quelli creati dalla fantasia artistica: essi vivono in eterno, contrariamente alla caducità umana dell’attore. Sono cioè archetipi attraverso cui la conoscenza di noi stessi si tramanda e completa. Ed è vero se si pensa che la prima rappresentazione di “Sei personaggi in cerca di autore”, nel 1921 al teatro Valle di Roma, fu contestata dagli spettatori al grido di “Manicomio! Manicomio!” e oggi, sedimentata dalle platee, è divenuta la più acclamata di Pirandello. Insomma, le identità sintetizzate dalla fantasia rendono limpido ciò che ribolle nell’inconscio collettivo: non a caso Michele Placido ha colto un aspetto di Pirandello, quello della violenza sulla donna, per parlarci del presente. Una violenza che il padre protagonista racconta di aver fatto alla famiglia “a fin di bene”, anche se molte sono le azioni a fin di bene che producono il male. La storia illumina la sofferenza femminile: la madre abbandonata e disprezzata per sua stessa sottomissione, la figliastra abusata, la bambina che come un’ombra silenziosa troneggia sulla scena, vittima totale. La catarsi è affidata al palcoscenico.

Quella di Placido e Pirandello è un’opera che esalta la missione maieutica e illuminante del teatro. Dice Placido Stesso: “ È scabroso l’affair che il sestetto pirandelliano chiede da quasi un secolo di esplicitare in scena. E si spiega perché una siffatta famiglia è stata abbandonata dall’autore, atterrito all’idea di alimentare una vicenda tanto scandalosa. Allo stesso tempo trovo sia presente un senso di ribellione da parte dei “personaggi”, che andranno appunto alla ricerca di un’origine e, nel nostro caso, di una Compagnia incline a privilegiare testi che parlano della società di oggi, delle sue drammaticità: il femminicidio, le morti bianche o anche l’impossibilità di un legame sentimentale, dovuta all’alienazione dell’uomo contemporaneo”. Cast d’indubbia bravura, non offuscato dai ruoli dei protagonisti: un corale creativamente armonico che ha determinato il successo dello spettacolo, evidente dai convinti battimani.

Teatro Quirino di Roma
Sei personaggi in cerca d’autore
Fino al 2 dicembre
Teatro Stabile di Catania / Goldenart Production
MICHELE PLACIDO
SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE
di Luigi Pirandello
con Guia Jelo e Dajana Roncione
uno spettacolo di MICHELE PLACIDO
e con Luca Iacono Luana Toscano Clarissa Bauso Flavio Palmeri
Silvio Laviano Egle Doria Luigi Tabita Ludovica Calabrese
Federico Fiorenza Marina La Placa Giorgia Boscarino Armando Sciuto
musiche di scena Luca D’Alberto
costumi Riccardo Cappello
luci Gaetano La Mela

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