Sei qui:  / Opinioni / Parte da lontano lo scontro sul business ‘monnezza’

Parte da lontano lo scontro sul business ‘monnezza’

 

La bella addormentata nel bosco. Viene da pensare alle favole, rileggendo un nostro articolo sui rifiuti de “L’ingegnere italiano”, di oltre trenta  anni fa. Oggi come allora lo scontro è tra due poteri: 1) accentrato (inceneritori/termovalorizzatori); 2) diffuso (ieri le discariche, oggi la differenziata). Ovviamente la contrapposizione è anche geografica, in quanto le imprese del nord (Salvini) dispongono dei nuovi brevetti per piazzare gli impianti a prezzi favolosi, mentre anche al sud (Di Maio) si sono costituite tante realtà (?) per gestire la raccolta differenziata.

Per quanto riguarda il merito della vicenda, si può affermare che entrambi le soluzioni sono da argomentare.

I termovalorizzatori, seppur da tempo risolto il problema della diossina, hanno comunque un notevole impatto ambientale, perchè sono del tutto contro le indicazioni del “Protocollo di Kioto”, in quanto producono grandi quantità di CO2. Inoltre la c.d. “valorizzazione” si limita al teleriscaldamento, perché la capacità termica dei rifiuti è troppo bassa per alimentare le turbine elettriche, quindi si usa l’acqua per riscaldare le abitazioni; tutto bene… da Amsterdam in su, in inverno. Da non trascurare l’impatto per lo smaltimento delle ceneri dei rifiuti (in discarica).

La raccolta differenziata invece soffre dell’irrisolto  problema dell’organico, ma soprattutto del totale scollamento con l’industria. Senza andare lontano,  basti pensare alle cartiere siciliane, chiuse proprio poco prima di avviare la raccolta differenziata. Mentre fino agli anni ’80 c’era chi viveva di carta e cartoni, decorosamente pagati dall’industria.

Oggi la carta alimenta (assieme alle non recuperabili plastiche) i roghi delle tante stazioni di raccolta, sparse (incendi compresi) in tutta Italia. In Sicilia si rischiò lo stesso risultato della raccolta della carta con quella del ferro, quando si pensò bene di chiudere l’acciaieria di Catania, dirottando per qualche anno la raccolta del ferro a Taranto… Come tutto in Italia, anche per il problema rifiuti manca una onesta e ponderata visione d’insieme: le scelte restano in mano alla dominante logica delle appartenenze. Di ogni tipo.

*Libera Asociazione Ingegneri

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con (*).

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.