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Il senso del Processo al non-profit e della Tavola romana senza Muri

 

Un Processo al non-profit e una Tavolata romana senza Muri per mutare la narrazione e cambiare i comportamenti in un periodo nel quale l’attacco mediatico è, nei confronti di questo settore, pesante così come il cercare il suo discredito. Nell’ultimo anno questo atteggiamento ha colpito in modo indiscriminato le realtà del Terzo settore, è il caso delle ONG ed dei migranti.

I due momenti di sabato mattina a Roma, alle 9,30 il Processo al non-profit Sala Convegni Giubileo della LUMSA in via di Porta Castello 44  ed a seguire alle 12,00 la Tavolata romana senza Muri in Via della Conciliazione, sono parte di un unico pensiero: aiutare da un lato sia gli addetti ai lavori che i principali stakeholder a prendere coscienza di ciò che va cambiato e dall’altro come attuare questo cambiamento, tornando alla solidarietà, al dialogo alla pacificazione tra le persone delle nostre città.

Sia il Processo che la Tavolata nascono da una stessa convinzione che i conflitti e le tensioni sociali possono essere risoli non con lo scontro, ma con un percorso di riconciliazione e di crescita comune. Ce lo insegna, ad esempio, la lezione di Nelson Mandela che una volta uscito dal carcere, invece di cercare la vendetta per ciò che la sua gente aveva subito, scelse la via della mediazione, della conciliazione, della giustizia riparativa.

Il Processo al non-profit e la Tavolata ci indicano, in un periodo di conflittualità sociale, una strada diversa: che attraverso la drammatizzazione e la convivialità si può attuare un’inversione di atteggiamento ritrovandoci più disponibili all’altro, al non-conosciuto, e che il confronto, lo scambio di idee, il dividere lo stesso cibo sia il metodo per una società che evolve in senso positivo e matura socialmente.

Al Processo si confronteranno Marco Ravaglioli, Associazione Per Roma, e Laura Aprati, giornalista; Carlo Mochi Sismondi, ForumPa, e Sargis Ghazaryan, Softlab; Sabrina Alfonsi, Municipio I Roma, Roberto Natale, Responsabilità Sociale RAI; Nino Sergi, presidente Intersos, Gianfranco Cattai, FOCSIV – Volontari nel mondo. Le conclusioni saranno tratte da Emma Bonino. L’intero progetto è stato sostenuto da Conad.

Per la prima volta a Roma su via Conciliazione, nel tratto compreso tra via Traspontina e via Rusticucci, sarà  imbandita la Tavolata romana senza Muri, co-organizzata da Municipio I Centro Storico e da FOCSIV – Volontari nel mondo, con promotori FERPI – Federazione Italiana Relazioni Pubbliche, INTERSOS e MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani.

Una tavola lunga 270 metri imbandita per 650 persone, abitanti nella città, sedute per un pranzo frugale, offerto dalle organizzazioni, ma condividendo un pensiero comune: che Roma da 2700 anni condivide, integra, include, mescola culture, tradizioni, lingue, storie e cibi, nessuno escluso.

Una città da sempre aperta e accogliente. È questa la sua vocazione, che ci consegna la storia sin dalle sue origini, che le ha consentito di superare lo scorrere del tempo e di essere una delle poche città dell’antichità ancora importanti.

La lunga tavola di sabato, quindi, sottolinea la vocazione di Roma di non chiusura verso l’altro, verso chi arriva dalle regioni limitrofe o da luoghi lontani e lo ribadisce con un gesto che da sempre è il segno della condivisione e dell’amicizia: mangiare insieme, dividere il pane. In un luogo unico e speciale dove laicità e spiritualità si stringono simbolicamente la mano e abbracciano il mondo: Via della Conciliazione.

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