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“Michelangelo Infinito” evento sul grande schermo e su Sky

 

Il cuore del film è nella produzione artistica – scultorea, pittorica e infine architettonica – di Michelangelo Buonarroti e nella sua tensione alla perfezione che lo rendeva perennemente insoddisfatto, lato che ce lo fa scoprire umano. Per delineare in modo fedele il personaggio, gli sceneggiatori hanno studiato gli scritti del genio fiorentino, tra cui le “Lettere e Rime”. Alla fine dell’opera è stata scelta per definirlo la frase del collega francese Auguste Rodin, vissuto nella seconda metà del secolo XIX: “Tutte le opere che Michelangelo fece sono così angosciosamente oppresse che paiono volersi spezzare da sole. Quando divenne vecchio giunse a spezzarle davvero. L’arte non lo appagava più. Voleva l’infinito.” Enrico Lo Verso che gli dà corpo e anima riesce a renderlo credibile, lo stesso si può dire di Ivano Marescotti che interpreta Giorgio Vasari. Entrambi gli attori sono resi somiglianti ai ritratti che ci vengono tramandati dei due artisti.

Attraverso il flusso dei ricordi, il film inizia dall’infanzia del genio quando disegnava ovunque tanto da essere indirizzato alla bottega di Domenico Ghirlandaio, artista tra i più quotati dell’epoca: Michelangelo era nato nel 1475. La pellicola – diretta da Emanuele Imbucci su soggetto e con la direzione artistica di Cosetta Lagani – ripercorre la vita del Buonarroti attraverso il rapporto con i luoghi e la materia con cui lavorava. Affascinati seguiamo le vicende in cui, poco più che ventenne, firmò con il Vaticano il contratto per la Pietà, la creazione del David e le mutazioni nella decorazione della Cappella Sistina, a partire dal 1508 fino al Giudizio Universale del 1541. Emozionanti le spiegazioni dei personaggi del monumentale affresco, in particolare la famosissima Genesi della quale tutti abbiamo presente il dito di Dio e la mano di Adamo che tendono a toccarsi.

E’ fuori di dubbio che il cinema sappia esaltare e scavare nei meandri delle opere d’arte, estrapolando i loro lati più misteriosi, esaltandone la bellezza attraverso inquadrature e luci uniche che, nella realtà, l’occhio umano non saprebbe vedere. Un lavoro cinematografico collettivo d’impegno pari a quello del personaggio rappresentato, che gli interpreti sintetizzano così: “Mi sentivo indegno del personaggio di Michelangelo – dice Enrico Lo Verso – ma grazie al grande aiuto della squadra di Sky Arte sono riuscito ad avvicinarmi a lui”: e Ivano Marescotti: “Avevo una conoscenza scolastica del Vasari e ho scoperto che è stato l’iniziatore della storia della critica contemporanea. Il film non riguarda solo l’opera perché contiene lo stupore”.

Quello stupore che anche lo spettatore prova di fronte a questo film che gli presenta in profondità un artista conosciuto come non lo ha mai visto. Sarà sul grande schermo per una settimana a partire dal 27 settembre e dal 2019 su Sky.

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