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Condannato il boss che minacciò Paolo Borrometi. Fnsi: «Sempre accanto ai cronisti “sotto tiro”»

 

«Il tribunale di Ragusa ha condannato l’aggressore di Paolo Borrometi, cronista costretto a vivere sotto scorta, presidente di Articolo 21. Il tribunale ha riconosciuto come aggravante anche il metodo mafioso e il tentativo di colpire la libertà di informazione e il diritto della comunità ad essere informata. La FNSI, parte civile nel processo, assistita dagli avvocati Francesco Paolo e Roberto Eustachio Sisto, ringrazia Paolo Borrometi per la dignità e il coraggio che ha dimostrato e dimostra non solo nel suo quotidiano lavoro di cronista, ma anche come cittadino che ha scelto di non piegare il capo di fronte ai corrotti e ai mafiosi. Forti anche di questa sentenza, continueremo a restare accanto alle colleghe e ai colleghi “sotto tiro” e ad assicurare loro la nostra “scorta mediatica” dentro e fuori i tribunali». Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana.
«Repetita iuvant – commenta l’avvocato Francesco Paolo Sisto –. Ancora una volta la Federazione nazionale della Stampa italiana è al fianco dei giornalisti coraggiosi nel tentativo di garantire, anche questa volta con successo, la libertà di opinione contro la violenza anche di matrice mafiosa. Per i giornalisti sapere che esiste una siffatta tutela “24 ore su 24” è una ragione in più per poter fare il proprio dovere. Essere difensore di una Federazione con scopi così nobili è davvero un onore».

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