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Morire d’agosto tra i pomodori: le stragi di migranti chiamati “lavoratori”

 

A Castelluccio dei Sauri e a Lesina, nel foggiano, in due giorni sono morti in 16 . Africani, regolari sul territorio italiano, deceduti dopo gli scontri sulla strada del lavoro.
Ma che lavoro?
Pochi euro per riempire cassoni di pomodori.
Nel sudore della fronte e del cuore. Perché sempre più lontana la propria terra, la propria famiglia, la propria gente.
Pochi euro per riempire casse e casse, col sole a picco, senza dignità di lavoratori.
Li, sull’asfalto tra i pomodori.
Vertice in Prefettura a Foggia. Presente il Presidente della Regione Puglia Emiliano, il primo Ministro Conte e il Ministro Salvini.
Bisogna capire, agire, fare, nel momento del dolore.
Poi scioperi e manifestazioni.
Tutto egregio, tutto giusto. Eppure nel caldo torrido giu in prefettura come nei luoghi del disastro camminavano i pensieri, le domande, e le risposte volano alte tra le mille telecamere puntate sui personaggi di questa storia.
Una storia di Puglia e di un Presidente che si dice devastato. Perché ad agosto di spiagge e mare e buon cibo si vorrebbe raccontare. Di una terra in cui si accoglie e non si vorrebbero mai contar le salme.
Quale dignità può mai abitare nel perdere la vita un giorno d’agosto, quando il clima é ” aiutiamoli a casa loro” e #primaglitagliani ?
Come si può accettare che a 20 un africano sia un negro che ruba il lavoro agli italiani e un ventenne italiano che va a Londra resti un ragazzo intraprendente e un po’ figo?
Ma cosa siamo diventati?
Ecco che intravedo un ragazzo con le treccine che segue gli incontri e parla francese. E lo capisco. E dice ad un cellulare ” oggi sono tutti per noi, ma dove sono quando all’alba ci dicono sali e lavora “.
Poi dice qualcosa. Che non capisco. Ma credo voglia dire ” schiavo”.
Si , l’aggiungo io. Perché non erano solo uomini, non erano solo migranti, erano anche schiavi.
Schiavi di un prezzo da tener basso, di profitto di pochi e sofferenze di molti. Di tutti loro.
Il pomodoro é buonissimo, costa e deve costar poco.
In Puglia la frisella col pomodoro é una specialità.
Da un paio di giorni per me non avrà più quel sapore d’estate, ma mi racconterà l’amaro dolore delle giovani vite  spezzate.

Foto: Vincenzo Aiello

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