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La Rai rimandata a settembre

 

L’Ilva S.p.A e le scelte politiche da prendere sono sicuramente più importanti della nomina del Presidente della RAI. L’ elezione é stata rinviata a settembre perché i consiglieri non hanno trovato un accordo. Nella riunione del 8 agosto Rita Borioni (eletta dal centrosinistra) ha proposto come presidente Riccardo Laganà rappresentante degli impiegati, operai, dirigenti e giornalisti della RAI. Questa candidatura é stata votata solo dalla rappresentate del centro sinistra, ma ha avuto il merito di portare allo scoperto le intenzioni della maggioranza.

Matteo Salvini della Lega ripropone, a parole, per il Servizio Pubblico, l’intenzione di ridurre la pubblicità, il canone, privatizzare parte della RAI, proposte che abbiamo ascoltato molte volte negli ultimi decenni. Il restante Centro Destra, Silvio Berlusconi, é preoccupato per le scelte annunciate, sopratutto sulla riduzione della pubblicità nelle sue TV, dando quindi agli osservatori, un segnale diverso da quello della Lega di Salvini. RICORDIAMO che la Lega nel 2002 ha partecipato alla lottizzazione della RAI, mettendo Antonio Marano, “leghista della prima ora” come direttore di RAIDUE sostituendo Carlo Freccero

Le “5 stelle” danno la loro ricetta: Solo un’informazione indipendente può renderci liberi e vogliamo giornalisti non asserviti al partito di turno. Vogliamo un’azienda che sia realmente un bene comune e faccia servizio pubblico, investendo nel proprio personale interno. La RAI é la più grande azienda culturale del paese e gli italiani sono i datori di lavoro dell’azienda.

Parole e concetti già sentiti; ma la domanda che mi pongo é se queste intenzioni sono reali, perché non hanno votato come Presidente Riccardo Laganà che rappresenta i lavoratori interni, che conosce molto bene l’azienda RAI, sicuramente vuole rilanciare i contenuti multimediali ideati, realizzati e diffusi dai lavoratori RAI così come sostengono i rappresentanti delle 5 Stelle?

Avere i propri rappresentanti nella RAI, significa far giungere il proprio pensiero politico, il proprio “modello culturale” a tutti gli Italiani, con una considerazione a mio modestissimo avviso: le esperienze passate ci hanno dimostrato che non si aumenta il consenso incidendo sui contenuti diffusi dal Servizio Pubblico.

Il rilancio della RAI passa anche da quante risorse economiche sono a disposizione per la realizzazione di contenuti: il Canone RAI é il più basso tra tutti i Servizi Pubblici Europei, occorrono risorse economiche importanti. Uno dei ruoli del Servizio Pubblico Radiotelevisivo é produrre contenuti, ideati in Italia, che ci aiutano a ragionare, che non confermino l’adesione religiosa alla logica del profitto, e all’individualismo. Una scelta potrebbe essere proporre e realizzare contenuti simili a quelli che abbiamo già visto a RAITRE quando era direttore Angelo Gugliemi che proponeva una televisione che ponesse una lettura critica della realtà.
La realizzazione delle idee della maggioranza sulla RAI passa anche ragionando sulla struttura interna e sull’organizzazione del lavoro interno.
“Vogliamo un’azienda che sia realmente un bene comune e faccia servizio pubblico, investendo nel proprio personale interno.” (dichiarazione della maggioranza di governo)
L’informazione multimediale si realizza con le immagini, ma se guardiamo dentro i telegiornali, notiamo che non ci sono più “Operatori di ripresa” interni. Una legge dello stato stabilisce che acquisisce la qualifica di giornalista, chi riprende

immagini per i TG. La RAI per realizzare i servizi giornalistici ricorre a troupe esterne con operatori esterni, per non applicare questa legge. In quasi tutti i TG del mondo, i giornalisti nel fare il loro “pezzo” realizzano personalmente anche le riprese, in RAI solo in alcune rubriche. L’innovazione tecnologica digitale mette a disposizione uno strumento chiamato “zainetto” che automaticamente si collega alla rete e le immagini arrivano direttamente in redazione, pronte per essere mandate in onda in diretta. Nei Telegiornali nel mondo, questa operazione é fatta dai giornalisti. Nel Servizio Pubblico la realizzazione di contenuti giornalistici é fatto da una troupe esterna, e molto spesso per la redazione del TGUNO, senza la presenza del giornalista.

Questa riflessione ci porta ad una altro problema in cui nella RAI Servizio Pubblico si é discusso da anni: GLI APPALTI.
I dipendenti RAI sono circa 12000, a Roma sono circa 6000, gli altri sono distribuiti nei centri e nelle sedi presenti in ogni regione Italiana, di questi i giornalisti sono circa 1600 per realizzare tutti i contenuti multimediali informativi richiesti. Inoltre a Roma oltre ai lavoratori interni, sono circa 40.000 lavoratori che partecipano alla realizzazione dei contenuti multimediali, in particolare, film, fiction ecc.. utilizzando tutte le professionalità presenti sul mercato della capitale. Per le scelte dichiarate dalla maggioranza sul Servizio Pubblico, un ruolo importante é sicuramente quello di Fabrizio Salini A.D.RAI, uomo dei media e non della politica, nonostante la laurea in Scienze Politiche. Era dallo scorso gennaio direttore generale di Stand by Me, società di produzione televisiva fondata nel 2010 da Simona Ercolani, (donna capace , intelligente che ha realizzato molti contenuti multimediali per la RAI ex consulente del governo Renzi per il quale ha curato una edizione della Leopolda, sposata con ex giornalista dell’Unità, Fabrizio Rondolino molti anni fa nello staff di Massimo D’Alema.)

La nomina del Presidente della RAI é stata rimandata a settembre, ma le cronache ci raccontano che Giovanni Minoli (sempre verde) vorrebbe diventare il nuovo presidente della Servizio Pubblico.
L’innovazione tecnologica digitale modifica l’organizzazione del lavoro, ad esempio oggi un giornalista da solo può realizzare un servizio, nel 1970 per fare lo stesso contenuto in pellicola, i lavoratori interessati erano tra le sei e le sette persone. Mi sfugge come la maggioranza, con quali proposte, voglia modificare l’’organizzazione del lavoro legata all’innovazione tecnologica. Abbiamo detto degli appalti, a Roma tra i 40000 lavoratori esterni vi sono persone che lavorano per le ditte appaltatrici che forniscono troupe alla RAI. Il lavoro alle ditte appaltatrici viene dato tramite convenzione, ma poi sono i singoli impiegati, che chiamano le ditte presenti nella lista fornitori.(al momento non conosciamo il criterio) E’ evidente che in questo meccanismo si può annidare la corruzione diffusa, in quanto tra le ditte che hanno la convenzione, i singoli funzionari, dirigenti, possono chiamare la ditta X piuttosto che la ditta Y. Non sfugge quindi all’attuale maggioranza di governo, che questa organizzazione può comportare un livello possibile di corruzione diffusa. E’ probabile che tra le ditte presenti nella lista fornitori una abbia assegnate circa 300 troupe con un valore economico di circa 200 mila euro mentre un’altra solo 200 con un valore economico di circa 100mila euro, nel corso dell’anno produttivo. Con quale criterio se la professionalità é uguale?

Il lavoro delle persone esterne alla RAI é complessivamente a ROMA , abbiamo ricordato più volte, di circa 40000, inoltre esistono altri che lavorano nella

comunicazione multimediale, nel mondo diffuso del Web, dove vengono ideate, realizzate altri contenuti, i valori globali quindi possono essere diversi. L’innovazione tecnologica digitale, avviene per contaminazione, modificando l’organizzazione del lavoro, con la possibilità di aumentare l’occupazione, mettendo in sinergia chi pensa nuove macchine digitali, con chi le usa per realizzare contenuti multimediali e proponendo nuove architetture comunicative. La RAI, del 21 secolo é in grado di “Fertilizzare” le innovazioni tecnologiche digitali mettendo insieme la conoscenza, l’informazione, la creatività, la ricerca scientifica Il Servizio Pubblico dentro la propria struttura, ha tutte le professionalità in grado di essere un punto di riferimento nel mondo, nella realizzazione di Architetture Comunicative e contenuti multimediali digitali innovativi.

Nella maggioranza di governo, sulla RAI avverto una violenza verbale che prevarica il ragionamento e mi viene in mente l’immagine dei barbari che attaccarono l’impero Romano, e lo distrussero.
La speranza, sempre presente in una visione costruttiva della società, é quella che la RAI con AD Fabrizio Salini e il nuovo Presidente, sulla spinta della maggioranza di governo faccia delle scelte, dei ragionamenti, insieme al nuovo C.d.A , che trasformi e riproponga in altra forma diversa, un migliore Servizio Pubblico.

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