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Nave Diciotti, iI Garante nazionale invia due informative alle Procure di Agrigento e Catania dopo la visita alla nave

 

La visita di una delegazione del Garante nazionale sulla nave Diciotti ha confermato le preoccupazioni per i rischi di violazione di norme nazionali e sovranazionali. Per tale motivo il Garante ha inviato una informativa su quanto riscontrato alle Procure di Agrigento e di Catania, che hanno aperto dei fascicoli relativamente alla vicenda Diciotti, per le loro opportune valutazioni.

Data la situazione e in considerazione delle esigenze di trasparenza, le lettere sono state pubblicate sul nostro sito web (www.garantenpl.it). Ne alleghiamo una al comunicato, considerando che i testi sono analoghi.

Desideriamo esprimere ancora una volta, comunque, il ringraziamento al Comandante della nave Diciotti Massimo Kothmeir e a tutto l’equipaggio per il grandissimo impegno profuso per cercare di rendere meno difficile e doloroso il prolungato soggiorno a bordo di un natante attrezzato per il salvataggio in mare e il trasporto veloce a terra e non certamente per ospitare per giorni decine di persone. Con il Comandante, nel corso della visita la delegazione ha avuto un approfondito colloquio che, come prassi di lavoro del Garante nazionale, riveste carattere di riservatezza. Spiace constatare che altra persona, ammessa per cortesia al colloquio, abbia riferito alla stampa alcuni elementi di tale incontro.

Infine, di fronte alla situazione di stallo che perdura ancora oggi ribadiamo che mai le persone possono essere usate come strumento per dirimere conflitti di responsabilità tra Paesi o per fare pressione per risolvere situazioni complesse. Le persone sono sempre un fine e mai un mezzo. D’altra parte occorre che l’Europa si assuma le sue responsabilità nella gestione del fenomeno migratorio e rispetti gli impegni assunti nello spirito del vincolo di solidarietà sancito nei Trattati istitutivi.
“Abbiamo trovato quello che pensavamo di trovare, ovvero delle persone private della libertà senza un provvedimento dell’autorità giudiziaria, quindi una violazione delle leggi italiane” il commento di Daniela De Robert, componente del Collegio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale che guidava la delegazion.

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