Sei qui:  / Articoli / Informazione / “Difendere il segreto professionale per garantire il lavoro libero e indipendente dei cronisti”

“Difendere il segreto professionale per garantire il lavoro libero e indipendente dei cronisti”

 
Fnsi e Ordine dei giornalisti incontreranno i presidenti di Camera e Senato e chiederanno udienza al Csm per difendere il segreto professionale dei giornalisti con il diritto imprescindibile della tutela delle fonti: solo così si garantisce il lavoro libero e indipendente dei cronisti.  Al riguardo stiamo preparando un dossier su quanto avvenuto in questi giorni a Padova e a Bolzano e alcune settimane fa a Olbia con perquisizioni nelle redazioni e a casa e colleghi interrogati e trattenuti in caserma”.
Lo ha annunciato il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, che oggi, 15 giugno, si è recato insieme ad alcuni rappresentanti del Sindacato giornalisti Veneto e dell’Assostampa padovana, nella redazione del Mattino di Padova per ribadire solidarietà e vicinanza al quotidiano e in particolare alla cronista di giudiziaria Cristina Genesin che, con il direttore Paolo Possamai e con il condirettore Paolo Cagnan, è accusata di rivelazione di segreto d’ufficio aggravata dal favoreggiamento mafioso.
A formulare l’accusa la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia, che su mandato del sostituto procuratore Fabrizio Celenza ha ordinato la perquisizione domiciliare e della postazione di lavoro della collega, sequestrandole cellulari e computer, anche personali, e documenti cartacei e informatici. La vicenda riguarda la pubblicazione più di un anno fa di notizie e foto, risalenti queste ultime al 2013, sulla presenza del figlio di Totò Riina a Padova.
“Siamo a fianco dei colleghi e delle colleghe qui a Padova e ovunque si tenti di porre un bavaglio alla stampa. In detto questi giorni – ha sottolineato Giulietti – si sono registrati episodi ravvicinati che mettono a rischio non solo il diritto/dovere di cronaca dei giornalisti, ma pure il diritto dei cittadini a essere informati. Solleveremo la questione in tutte le sedi istituzionali e siamo pronti a costituirci parte civile, qualora le vicende arrivassero in aula. Non sono questioni locali, ma un tema di rilievo assoluto su cui gli enti di categoria tutti saranno compatti”.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE