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160 mila in marcia a Parigi per rovinare “la festa” di Macron nel suo primo anniversario da presidente

 

I soliti idioti assaltano un furgone e feriscono un poliziotto

Sono 160mila, secondo gli organizzatori, coloro che hanno manifestato sabato a Parigi per fare “la festa a Macron” fermandolo, un anno dopo l’ingresso del president e all’Eliseo. La manifestazione è stata organizzata da La France Insoumise, la forza politica guidata da Melenchon, dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, come la Cgt, dalle associazioni studentesche e professionali. Insomma, un anno dopo l’elezione, Macron ha potuto osservare un popolo festante che va in piazza per criticarlo ferocemente, riconoscendo in lui il nuovo campione del neoliberismo europeo, dopo la riforma del mercato del lavoro, l’intenzione di privatizzare le ferrovie, e non solo, la riforma della scuola e dell’università. I dirigenti di France Insoumise, dei sindacati, i rappresentanti degli studenti e delle associazioni, quando il corteo partito da place de l’Opera ha raggiunto la Bastiglia, hanno espresso tutta la loro felicità, danzando e cantando insieme alle decine di migliaia di persone.

Una grande festa, in senso proprio, fraterno, comunitaria, per fare “la festa” a Macron. “Questa festa risponde a tutte le nostre attese”, rivela Clementine Autain, deputata di France Insoumise, “per tutta la settimana, il mondo intero ha parlato di violenze, di gente che spacca, che provoca. Avete visto qualcosa del genere oggi?”. In realtà, la deputata non sapeva che comunque qualche giovanotto provocatore si era infiltrato nel corteo, travestito da black block, e aveva aggredito un furgone della radio pubblica francese, ferendo un poliziotto. Tuttavia il ferimento del  poliziotto e l’aggressione al furgone della radio sono stati stigmatizzati dagli organizzatori, che hanno ribadito di essere “non violenti”. Anzi, hanno confermato il carattere pacifico e felice della loro festa, al punto che hanno parlato esplicitamente di una sensazione e di un entusiasmo simili a quelli che si provano quando si vince un Campionato del mondo di calcio.

Alexis Corbière, Adrien Quatennens, Danielle Obono, Ugo Bernalicis, parlamentari di France Insoumis e rappresentanti delle organizzazioni  arringano la folla, in attesa dell’arivo di Jean-Luc Mélenchon che prende la parola poco dopo le 15. Il leader si rivolge a tutti i lavoratori in lotta: “la Francia popolare vi ama e vi dice grazie per la vostra lotta”. E condanna ogni forma di violenza, sia verbale che sociale, fisica. “Siamo assolutamente per la noviolenza”, dice Melenchon alla folla. Gli organizzatori della manifestazione renderanno infine pubblico un comunicato per salutare e ringraziare la folla per il successo della manifestazione e ricordare la nuova data, il 26 maggio, per una manifestazione popolare. L’ennesima da quando, 365 giorni fa, Macron è diventato ufficialmente l’inquilino dell’Eliseo.

Da jobsnews

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