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Proteste a Lampedusa, LasciateCIEntrare: “Violenze su migranti. Hotspot subito chiusi”

 

Ore di tensione e dura repressione nel centro di Lampedusa. I gravi episodi si sono svolti nella giornata di ieri – 8 marzo – quando un giovane migrante recluso nel centro, dopo aver compiuto l’ennesimo gesto autolesionista, è stato selvaggiamente picchiato dalla polizia. Il gesto disperato, ripreso da uno smartphone, ha scatenato la furia delle forze dell’ordine determinate a cancellare le prove dell’aggressione. Le violenze si sono susseguite nell’arco della giornata, nel vano tentativo di sedare le proteste dei migranti nel centro. Una spirale di violenza inaudita che non ha risparmiato famiglie, donne e minori. La più piccola una bambina di soli 8 anni che ha subito un violento pestaggio da parte della polizia e a seguito delle manganellate è stata condotta al punto di primo soccorso dell’isola. La denuncia arriva Campagna LasciateCIEntrare che ha allertato le autorità competenti trasmettendo le testimonianze foto acquisite atte a documentare la dura repressione e le gravissime violazioni dei diritti fondamentali all’interno del centro. La referente dei territori, Yasmine Accardo: “E’ ormai chiaro quanto l’approccio hotspot, promosso dall’UE per identificare migranti e rifugiati al momento dell’arrivo, non solo comprometta il loro diritto a chiedere asilo, ma alimenti agghiaccianti episodi di violenza come questo. Sin dalla loro apertura, abbiamo denunciato il mancato rispetto dei più elementari diritti umani all’interno di questi centri di contenimento e di selezione. Luoghi privi di uno status giuridico certo, nei quali si realizzano forme diverse di limitazione della libertà personale e qualsivoglia abuso. Luoghi di imprigionamento gestiti dalla polizia, dove le persone diventano oggetto di violenze fisiche, mediche e psicologiche. Non possiamo che tornare a chiederne con forza la chiusura.”

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