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PERQUISIZIONI OLBIA. CHE COSA HA SCRITTO TIZIANA SIMULA

 

La giornalista ha pubblicato due articoli su un’asta giudiziaria sospetta e sottoposta a inchiesta giudiziaria. Coinvolti sei magistrati per turbativa d’asta

Le perquisizioni del 27 marzo 2018 alla redazione del quotidiano La Nuova Sardegna di Olbia e nei confronti della giornalista Tiziana Simula sono state ordinate dalla Procura di Tempio Pausania poco dopo la pubblicazione di due articoli della cronista sulla vicenda di un’asta giudiziaria per la vendita di una villa in Costa Smeralda. Asta apparsa sospetta e oggetto di una inchiesta giudiziaria, avviata a Tempio Pausania, poi trasferita a Roma e da poco passata all’esame della Procura di Perugia. Sei  magistrati, che avrebbero pilotato l’aggiudicazione, sono indagati per turbativa d’asta.

Nell’articolo pubblicato sabato 24 marzo (leggi), la giornalista aveva dato notizia di un esposto presentato da uno degli indagati, Francesco Mazzaroppi, ex presidente del tribunale di Tempio ed ex presidente della Corte d’Appello di Sassari, non più in magistratura. Nel dettagliato documento inviato alla Procura di Tempio e alla Procura generale presso la Corte di Cassazione Mazzaroppi – scrive Tiziana Simula – fa emergere un “clamoroso retroscena” mettendo in evidenza alcune email “che getterebbero una luce ambigua sull’intero procedimento e sui rapporti fra l’ex procuratore della Repubblica di Tempio, Domenico Fiordalisi, e alcune persone coinvolte nella vicenda”.

Nel secondo articolo (leggi) , pubblicato il giorno successivo, la giornalista aggiunge che il dossier di 28 pagine “accusa due colleghi di aver ‘nascosto’ un fascicolo d’inchiesta per bancarotta fraudolenta”. “A questo punto, non si offenda nessuno – aggiunge la cronista – se quello di Tempio viene additato come il tribunale dei veleni. La terra di nessuno dove ogni tanto si celebra un processo. In un clima da tutti contro uno (o uno contro tutti, dipende dai punti di vista) ora volano gli stracci. Il primo passo verso la resa dei conti è l’esposto firmato dall’ex magistrato Francesco Mazzaroppi, indagato nell’inchiesta sulle aste giudiziarie, che accusa l’ex procuratore di Tempio Domenico Fiordalisi e il pm romano Stefano Rocco Fava di aver insabbiato un fascicolo d’inchiesta. Fatti naturalmente ancora tutti da accertare”.

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ONY

Da ossigenoinformazione

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