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Vogliamo una sinistra vera. Non ce la facciamo più ad aspettare

 

Esce il Rapporto Censis proprio alla vigilia della nascita di una sinistra vera.  Una fortuna. Un po’ come se avessimo le analisi, prima di andare dal medico. Ne emerge una leggera ripresa che genera pesante rabbia per esclusi. Tradotto: l’economia produttiva si separa dalla giustizia sociale. Uno scollamento che di solito viene ricomposto dal sistema fiscale progressivo, una specie di Robin Hood che toglie ai più ricchi, per dare ai più poveri. Ma Robin in Italia è stato demonizzato dalla destra come Dracula. E la redistribuzione sociale è stata abrogata da anni di tolleranza di scambio verso i grandi evasori, inaugurata da B e sviluppata dal PD di Renzi. Facciamo ancora in tempo a rimediare? A ritornare ai valori fondativi di giustizia sociale previsti dalla Costituzione?

Lo speriamo in molti. Siamo gli apolidi senza più un partito alla ricerca di persone credibili, che combattano le ingiustizie, iniziando dai propri privilegi. Quelli che continuano ad operare e vigilare nel volontariato, perché aiutare chi ha bisogno dà senso alla politica. Che pensano che le tasse giuste siano alla base di una società giusta. Che giudicano i furbi e corrotti come distruttori di pubblica fiducia. Che amano la solidarietà che crea equilibri e ripudiano il fascismo che li distrugge.
Vogliamo una sinistra vera. Non ce la facciamo più ad aspettare.

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