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Teatro Quirino. Bis doppio per “I solisti del San Carlo” nelle sonate di Rossini

 

I Solisti del Teatro San Carlo di Napoli – Quartetto d’archi composto di Cecilia Laca e Giuseppe Carotenuto al violino, Andrea Noferini al violoncello, Ermanno Calzolari al contrabbasso – quale anteprima delle celebrazioni dei 150 anni dalla morte di Gioachino Rossini, hanno eseguito sul palco del Teatro Quirino di Roma, per i Concertiaperitivo della domenica, tre delle Sonate per archi a quattro, composte da Rossini nel 1804: la Sonata n.2 in La maggiore, la Sonata n.3 in Do maggiore e la Sonata n.6 in Mib maggiore, suscitando applausi a mai finire.

Alcuni brani di tali composizioni sono molto noti per essere stati ascoltati come colonna sonora di pubblicità famose, ma pochi sanno che le sonate a quattro, furono scritte da Gioacchino Rossini all’età di dodici anni, durante le vacanze estive passate presso la tenuta di Conventello di Ravenna nella casa della ricca famiglia Triossi; dove era stato ospite per interessamento del giovane Agostino Triossi, contrabbassista autodidatta, il quale lo invitò a scrivere della musica da camera. La fase compositiva durò complessivamente tre giorni, come testimonia in calce alla parte per violino ritrovata anni dopo, lo stesso Rossini in una nota autocritica. Tuttavia nonostante il musicista non apprezzasse a dovere il suo precoce talento, al teatro Quirino un esperto ha spiegato che tale musica fu redatta con un’abilità tecnica rara per un compositore in erba. La critica, infatti, vi scorse il seme del futuro genio e apprezzò la freschezza e l’originalità di questi lavori.

Nei fatti stupefacente la prova di qualità artistica e professionale delle prime parti dell’Orchestra del Lirico napoletano, uniti nel comune denominatore del genere cameristico, e ancor più stupefacente la scelta delle composizioni rossiniane. I solisti del teatro San Carlo di Napoli hanno suscitato nel pubblico romano un entusiasmo tale da doversi ripetere in un bis ben due volte.

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