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Mafioso affettivo

 

Nella violenza contro le donne agisce un mafioso affettivo. Un maschio mai diventato uomo, che pretende con la violenza la sottomissione, l’omertà, l’annullamento. Questo boss aggressivo vuole che gli si baci la mano, anche dopo che è diventata pugno. Esigi il pizzo sessuale a comando. Gode della sofferenza che infligge. Nutre il suo orgoglio con l’umiliazione della sua donna. Scioglie nell’acido del terrore quotidiano la dignità della sua vittima.

Il mafioso affettivo vuole che ci facciamo gli affari nostri. Isola la sua vittima, recide i rapporti di amicizia e atrofizza quelli di parentela, la riduce in schiavitù. Esige il rispetto del detto medievale: tra moglie e marito non mettere il dito. E invece ogni donna sottomessa ci riguarda. Va difesa e sottratta al suo padrino. Protetta dal suo stalker vendicativo, come una vittima che si sia ribellata alla mafia. Nella Giornata contro la violenza alle donne, chiedo che nei casi di violenza contro le donne, si applichi l’aggravante del metodo mafioso.

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