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No lager libici

 

Si può naufragare anche a terra. Nelle carceri libiche, dove uomini senza scrupoli né pietà infieriscono sui migranti, li derubano, picchiano, violentano. E’ il naufragio della dignità nella melma dell’arbitrio. Salvare dall’acqua chi poi annegherà nella violenza, chiuso nelle lamiere roventi di un lager, è ucciderlo dentro, lasciando vive persone traumatizzate per sempre.

Occorre urgentemente allestire campi gestiti da organizzazioni umanitarie, prima fra tutte l’Unhcr.
Perché addestrare la Guardia Costiera libica all’intercettazione dei migranti, senza prevedere un trattamento umano dei respinti tradisce il totale disinteresse sulla loro sorte. Il famoso “Aiutiamoli a casa loro” deve iniziare da questo minimo rispetto umanitario. Senza il quale, chi agita questo slogan,  è in mala fede. E cerca solo consenso facile.

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