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Concerto Ossigeno per la libertà di stampa. Fnsi: “iniziativa intelligente!

 
Il Presidente e il Segretario della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), Giuseppe Giulietti  e Raffaele Lorusso, hanno inviato questo messaggio al direttore di Ossigeno per l’Informazione, Alberto Spampinato, in occasione del Concerto per la Libertà di stampa del 21 giugno 2017 a Roma
 
A nome di tutti i colleghi della giunta esecutiva esprimiamo le più vive congratulazioni per la intelligente iniziativa di organizzare un concerto per la libertà di stampa all’interno della Festa Europea della Musica.
 
L’azione di documentazione e di denuncia che Ossigeno per l’Informazione, un Osservatorio promosso dalla Federazione della Stampa insieme all’Ordine dei Giornalisti, conduce da anni con assiduità e costanza, rappresenta uno degli strumenti più efficaci nella decennale battaglia che la Fnsi, insieme a tutta la nostra categoria, conduce in difesa del libero esercizio di una professione che è fondamentale per la vita della democrazia.
 
In questa occasione, ci preme in particolare porre l’accento sulla permanenza nel nostro codice penale di un residuo di legislazione autoritaria, laddove si prevede ancora la condanna al carcere per il giornalista in presenza del reato di diffamazione a mezzo stampa.
 
Una norma che l’Europa ci chiede da tempo di eliminare e che ci penalizza fortemente nella graduatoria mondiale sulla libertà di stampa. Ma se il carcere resta una vergogna giuridica da cancellare, non meno pericolose sono le richieste milionarie di risarcimento civile per presunta diffamazione a mezzo stampa. Una prassi ormai diffusa e che si è trasformata in una vera e propria arma di intimidazione nei confronti dei giornalisti. Per questo abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere con forza al Governo e al Parlamento di introdurre una norma sulle cosiddette querele temerarie, ovvero una norma che imponga al giudice di condannare ad una sanzione pecuniaria colui che ha richiesto un risarcimento in sede civile, quando risulta che la presunta diffamazione era infondata.

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