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“Amministratori sotto tiro”: 562 atti di intimidazione nel 2016 Calabria, la regione più colpita

 

Sono 562 gli atti di intimidazione e minaccia nei confronti degli amministratori locali e del personale della Pubblica Amministrazione censiti da Avviso Pubblico per il Rapporto 2016 “Amministratori sotto tiro”, presentato il 22 giugno a Roma presso la LUISS “Guido Carli” di viale Romania. Il Rapporto, che Avviso Pubblico redige dal 2011, conferma la portata nazionale di un fenomeno emerso ormai da tempo in tutta la sua gravità, coinvolgendo 18 Regioni, 77 Province – il 72% del totale – e 295 Comuni (l’11% in più rispetto al precedente report).

È la Calabria la regione più bersagliata nel 2016 con 87 casi censiti. Seguono Sicilia (86), Campania (64), Puglia (51) e Sardegna (42). Il Lazio è invece la regione del Centro – Nord maggiormente colpita (21 casi) davanti a Emilia–Romagna (19), Lombardia (18) e Toscana (16). L’incendio di auto e abitazioni si conferma il metodo più utilizzato per intimidire, seguito da lettere e messaggi minatori, danneggiamenti di mezzi o strutture e aggressioni fisiche.

Di questo e di tanto altro si è parlato durante la presentazione che si è svolta ieri pomeriggio alla LUISS.

Dopo i saluti introduttivi del direttore del Master LUISS Guido Carli, Gian Candido De Martin, è intervenuto il presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà, il quale ha dichiarato: “La violenza, come strumento di regolazione dei conti nei confronti della Pubblica Amministrazione e delle Istituzioni, e le mafie, come fenomeno pervasivo, rappresentano un caso nazionale. In alcune zone del nostro Paese svolgere il ruolo di amministratore con disciplina e onore, come prevede la Costituzione, è davvero rischioso”. “Lo racconta l’evoluzione dei numeri di questo Rapporto – conclude Montà – i cui atti di intimidazione e minaccia sono più che raddoppiati in appena cinque anni”.

Poi il Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, Pierpaolo Romani, ha illustrato i dati emersi nel corso della redazione di questo Rapporto: “Dei 562 casi censiti, 454 si riferiscono ad atti di intimidazione nei confronti di Sindaci, assessori, consiglieri, funzionari, dirigenti e impiegati della Pubblica Amministrazione. I restanti 108 casi si riferiscono ad aggressioni e minacce rivolte agli agenti della Polizia Locale, a cui Avviso Pubblico ha destinato un approfondimento del Rapporto 2016. Dietro le minacce non solo motivazioni mafiose o criminali. Crescono i casi in cui sono i cittadini a sfogare una rabbia crescente verso la politica nel suo insieme, individuando negli amministratori locali il bersaglio fisicamente più raggiungibile”.

A seguire, dopo un brevissimo saluto di Doris Lo Moro, già Presidente della Commissione di inchiesta sul fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali, l’intervento del magistrato Piergiorgio Morosini, membro del Consiglio Superiore della Magistratura: “Questo lavoro fotografa una situazione sociale: è lo specchio di molte problematiche che attraversano il nostro Paese, indica situazioni variegate e fornisce chiavi di lettura dei dati. È fondamentale un tema che emerge dal Rapporto di Avviso Pubblico, quello della prevenzione: perché la prima forma di protezione per gli amministratori locali proviene dalle comunità”.

Giuseppe Antoci ha poi illustrato nel corso del suo intervento il modus operandi della cosiddetta “mafia dei pascoli” a cui il Protocollo di Legalità voluto e adottato dal Presidente del Parco dei Nebrodi ha inferto un duro colpo. Antoci il 18 maggio 2016 è sfuggito ad un agguato in stile mafioso, solo grazie al pronto intervento degli agenti di scorta, affidatagli nei mesi precedenti a seguito di ripetuti messaggi minatori ricevuti.

A seguire l’intervento del sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, anche lui più volte oggetto di intimidazioni e minacce: “La morte di Don Diana fu uno strumento. Un simbolo sul quale caddero i camorristi. Il prezzo che pagarono fu l’enorme attenzione – mediatica e dell’opinione pubblica – su quello che avevano fatto. Perché racconto questo? Attirare l’attenzione e mobilitare le coscienze, scuotere i cittadini dal torpore, rappresentò l’inizio di un percorso della comunità di Casal di Principe, una lunga marcia di crescita. Per questo credo che l’attenzione che Avviso Pubblico pone sul fenomeno degli Amministratori sotto tiro non solo rappresenta un modo per aiutarli, ma a volte può essere anche più efficace di una legge”.

La legge di cui parla il sindaco Natale è quella che la Camera dei deputati ha approvato proprio questa mattina. Si tratta del provvedimento di legge n. 3891, che introduce nuove forme di tutela degli amministratori locali oggetto di atti di intimidazione, attraverso diverse modifiche al codice penale. Avviso Pubblico, insieme a Libera, Legambiente, Cgil, Cisl e Uil ne ha sollecitato più volte l’approvazione prima della fine di questa legislatura (Per saperne di più clicca qui)

A chiudere la presentazione del rapporto il Viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico. Una presenza molto importante quella del Viceministro che ha rimarcato il lavoro realizzato dal Viminale su questo tema. Il Viminale ha infatti costituito nel 2015 l’Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali – in collaborazione con ANCI e UPI – allo scopo di favorire e potenziare lo scambio di informazioni tra Stato, magistratura ed enti locali, individuare strumenti di contrasto e indicare strategie di prevenzione, anche dal punto di vista normativo.

A moderare la tavola rotonda, Antonio Maria Mira, giornalista di Avvenire.

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