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L’Unità a un bivio. Continua lo sciopero dei lavoratori

 

Le notizie che avremmo voluto raccontare, gli incontri con le istituzioni, gli incoraggiamenti ricevuti da chi vede nella vicenda de l’Unità un segnale da non ignorare segnano le giornate dello sciopero a oltranza, proclamato martedì dall’assemblea dei redattori e delle redattrici del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Arrivano il faccia a faccia del Comitato di redazione con il presidente del Senato Pietro Grasso, mercoledì, e l’incontro con la presidente della Camera Laura Boldrini, giovedì. Dove la seconda e la terza carica dello Stato hanno ascoltato con attenzione i giornalisti.

Le ragioni della protesta
I rappresentanti sindacali mettono in fila nodi irrisolti, dati di fatto e amarezze. Come nei giorni scorsi ha fatto anche la Fnsi. Le ragioni che hanno portato a scelte senza precedenti nella storia del giornale si trovano su Facebook, alla pagina Lavoratori de l’Unità.
C’è la sospensione del pagamento dello stipendio di aprile, in seguito a una sentenza del tribunale a favore di due ex giornaliste dell’Unità, sentenza i cui effetti vengono fatti ricadere dal socio di maggioranza di Unita srl sui lavoratori attuali. «Oltre a questa inaccettabile ritorsione che non ha precedenti nell’editoria italiana – ricordano i rappresentanti sindacali sia a Grasso sia a Boldrini – pesa sulla redazione la minaccia di un licenziamento collettivo che potrebbe riguardare 20 dei 28 giornalisti, mentre continuiamo a chiedere invano alla dirigenza tanto il piano industriale quanto quello editoriale». Ancora, c’è la richiesta dei giornalisti di poter attivare il sito unita.it, indispensabile per stare sul mercato (ma dove vai, nel 2017, se un sito non ce l’hai?).

Un patrimonio collettivo (anche per il nostro archivio)
C’è la voglia, insomma, di vivere e non sopravvivere, di avere gli strumenti per dialogare con i lettori, di tornare a essere comunità. Insieme alla consapevolezza che qui non si parla solo di Gramsci e dintorni, di compagni ed ex compagni, di un giornale che pure ha fatto ed ha accompagnato la storia della sinistra italiana. E non solo perché l’archivio, anche fotografico, dell’Unità è riconosciuto come un patrimonio collettivo – tanti in rete chiedono che venga ripubblicato online, mettendo fine all’attuale condizione di desaparecido. «L’Unità è un patrimonio politico e culturale che va mantenuto, perché il suo cammino si intreccia a quello delle istituzioni repubblicane», riconosce la presidente della Camera Boldrini.

Uno spartiacque: le parole di Grasso e Boldrini
Quello che succede a l’Unità oggi indica una direzione, è uno specchio in cui si riflette un orizzonte più ampio. «Una vicenda come la vostra rappresenta un pericoloso spartiacque, e mostra quanto grave sia l’erosione che stanno subendo i diritti di chi lavora», si legge nel comunicato della presidente Laura Boldrini, in cui esprime anche «piena solidarietà ai giornalisti e ai dipendenti dell’Unità». La presidente della Camera parla di «un vero e proprio smottamento, che provoca precarizzazione e indebolisce il ruolo delle rappresentanze sindacali. Voi siete la punta di un iceberg, di un sistema editoriale complessivamente in crisi, nel quale rischia di venir meno ogni etica imprenditoriale. Mi auguro – conclude – che venga presto trovata la soluzione idonea a far riprendere la pubblicazione e a dare stabilità ad una voce essenziale nel panorama della nostra informazione».

Un altro riconoscimento importante era arrivato dalla seconda carica dello Stato, che «ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori che vedono minacciato il proprio futuro, in un contesto di perdurante crisi del settore editoriale. L’auspicio – si legge nella nota del presidente Grasso dopo l’incontro – è che il quotidiano l’Unità riesca a superare le difficoltà attuali, ritrovando quel ruolo di rilievo che ha ricoperto per decenni nella pluralità informativa del nostro Paese».

La voce dell’Unità alla mobilitazione 24 maggio
Il 24 maggio, giornata di mobilitazione della Fnsi (lotta al precariato, querele temerarie e minacce), ci sarà anche l’Unità. In una conferenza stampa alle 17.30 alla Camera, con il presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio Cesare Damiano e il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso.

*giornalista de “l’Unità”

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