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Da Santo Della Volpe a Lorenzo Frigerio, inizia il processo contro Libera Informazione

 

Forse è giunto il momento, non più prorogabile, che l’Ordine dei Giornalisti e le altre istituzioni del mondo dell’informazione si diano appuntamento a Trapani per affrontare questi nodi della professione e per illuminare questa periferia del nostro Paese, dove il fango può diventare notizia”.
Concludeva così il proprio editoriale, il 10 febbraio di un anno fa, il coordinatore di Libera Informazione, Lorenzo Frigerio. Lorenzo, riprendendo alcuni virgolettati dell’indimenticato (già direttore della testata) Santo Della Volpe, cercava di analizzare la difficile situazione della Provincia di Trapani, in relazione alla vicenda che ha visto protagonista (suo malgrado) il collega Rino Giacalone. Solo che quell’appuntamento “non più prorogabile” a cui Lorenzo faceva riferimento, ha assunto i contorni di una incredibile vicenda legale, con una causa civile intentata ai danni di Libera Informazione e di Frigerio.

Quale sia la responsabilità di Libera Informazione e di Lorenzo Frigerio, ad oggi, non è dato sapersi, di certo c’è solo l’inizio, questa mattina, in un’aula del Tribunale civile di Roma, del processo. Come sempre a difendere (gratuitamente) “Libera Informazione” e Lorenzo Frigerio, ci sarà l’Ufficio legale nazionale di Libera, da tempo impegnato nella difesa di giornalisti che “tentano di fare solo ed unicamente il proprio lavoro”.

All’Ufficio legale nazionale di Libera – guidato da sempre dall’avvocato Enza Rando, vicepresidente dell’associazione – va il più profondo ringraziamento per l’attività professionale di tutela dei giornalisti, tanto della loro memoria quanto del loro impegno (dal processo per l’omicidio di Mauro Rostagno a quello denominato “Black Monkey”, al fianco di Giovanni Tizian) ed a Lorenzo la vicinanza, non solo a parole, di noi colleghi.

Tale processo rende chiaro, ancora una volta (qualora ce ne fosse bisogno), quanto necessaria sia una legge sulle querele temerarie. Guarda caso proprio una delle battaglie “civili” portate avanti da Roberto Morrione prima e da Santo Della Volpe poi.

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