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Giornalismo e deontologia nelle società multi-religiose e plurali. Seminario di formazione promosso da Riforma e dall’Odg Piemonte

 
 «Giornalismo e deontologia nelle società multi-religiose e plurali» è il titolo del seminario promosso dal settimanale delle chiese evangeliche battiste, metodiste e valdesi Riforma e l’Ordine dei giornalisti del Piemonte che si terrà il 15 giugno a Torino presso la Sala valdese di Corso Vittorio 23 a Torino. Un seminario aperto al pubblico, sino a esaurimento posti, riconosciuto dall’Ordine nazionale dei giornalisti di Roma e che prevede infatti, per i giornalisti iscritti alla piattaforma Sigef, 6 crediti formativi come stabilito dalla legge 148/2011, che obbliga gli iscritti agli ordini professionali a seguire corsi di formazione.

«L’occasione del Cinquecentenario della Riforma protestante – ha rilevato il direttore di Rifoma, Alberto Corsani – è stata il pretesto per fornire a colleghi e interessati alcune nozioni di base e parole chiave sul protestantesimo italiano e sulla presenza multiculturale e religiosa nel nostro paese, fornire fonti a cui attingere per il lavoro giornaliero».

Molti giornalisti oggi, seppur non specializzati in materia come lo sono invece ad esempio i «vaticanisti» e gli informatori religiosi, si trovano a dover affrontare il pluralismo religioso, spesso affiancato all’integrazione e ai flussi migratori.

Un monitoraggio sul linguaggio utilizzato in materia di migrazioni è previsto dalla Carta deontologica, Carta di Roma; così com’è nata la Carta di Treviso, per la tutela dei minori. Non esiste invece una Carta deontologica relativa al pluralismo religioso. Il seminario propone quindi anche questa idea (una «Carta d’Assisi» dedicata all’incontro delle religioni mondiali del 1986?) per dotarsi di uno strumento che fornisca elementi di verità sostanziale dei fatti osservati e divulgati, per far adottare termini appropriati e tutelare le minoranze religiose, linguistiche e culturali e offrire al pubblico contesti più chiari e completi.

Torino vive una cultura plurale – grazie anche alla storica presenza di valdesi e ebrei – che oggi si esprime con la convivenza di diverse religioni che si incontrano nei quartieri multietnici come San Salvario o Porta Palazzo, in organismi appositamente istituiti come il Comitato Interfedi, in iniziative della città passate e presenti come “Identità e Differenza”, la “Biennale Democrazia”, “Torino Spiritualità”, giornate di dialogo e di riflessione promosse dalle stesse comunità religiose aperte allo scambio e alla reciproca conoscenza. La presenza valdese nelle “valli valdesi” è oggi la testimonianza della convivenza e del dialogo ecumenico. Torino, poi, è considerata a livello nazionale un laboratorio per l’integrazione sociale e per il dialogo interculturale e interreligioso: una buona pratica.

«É sembrato perciò naturale – prosegue Corsani – proporre alla città una giornata di studio e di riflessione su temi quali i diritti civili e le libertà delle minoranze religiose, l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, i diritti e i doveri del giornalista e la deontologia nelle società multi-religiose e multiculturali; il contributo delle Riforma protestante nel mondo e nell’Europa di oggi, le donne nel protestantesimo: dalle suffragette alle pastore; ed ancora il linguaggio protestante tra cinema e letteratura. Speriamo che l’iniziativa possa essere apprezzata e partecipata».

I relatori della giornata che si articolerà in sei ore di lezione dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16 saranno: Alberto Sinigaglia, Emmanuela Banfo, Ada Treves, Eugenio Bernardini, Paolo Ribet, Gian Mario Gillio, Giuseppe Platone, don Cristiano Bettega, Federica Tourn, Maria Bonafede e Alberto Corsani.

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