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Il trapianto del fegato non giustifica il licenziamento dell’operaio Forchione – Lettera aperta di solidarietà

 

Alla Oerlikon Graziano di Rivoli – TO (email: info.graziano@oerlikon.com)
e p.c. alla Stampa nazionale, Stampa estera, Istituzioni, Attivismo sociale, Associazioni religiose, Partiti.

Scrivo per manifestare la mia solidarietà all’operaio Antonio Forchione, che avete licenziato dopo che ha positivamente superato un delicato trapianto del fegato. Non è credibile che un’azienda delle vostre dimensioni – con circa 700 addetti a Rivoli e 1500 in Italia – non possa offrire a questo suo dipendente un posto alternativo di lavoro, per ovviare alla sua condizione di inabile all’attività pre-trapianto.

Antonio Forchione non è un fannullone, ma una persona che pur avendo avuto un problema serio di salute, sente la voglia e la dignità di tornare a lavorare. Come ha fatto da 25 anni per la vostra azienda. Gliene mancano 5 ala pensione. Si è dichiarato disponibile anche a svolgere mansioni non qualificate, manifestando così la massima collaborazione al proprio riposizionamento. Voi della Oerlikon Graziano potete revocare il licenziamento. Per far capire all’Italia che vi guarda, che una fabbrica moderna sa gestire con intelligente solidarietà la differente condizione di un proprio lavoratore.
Siamo in tanti a contare su una positiva soluzione di questa vicenda. Che porterebbe un notevole beneficio d’immagine alla vostra azienda e soprattutto un raggio di rispetto nel mondo del lavoro, rabbuiato da un cinismo sempre più disumano.

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