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Parla Marine Le Pen: fuori dall’euro e dalla Nato

 

La presidente del Front national a Lione attacca “destra e sinistra dei soldi” e fa riferimento ai due avversari più temibili nella gara per l’Eliseo che sono, l’ex gollista Fillon in difficoltà per una serie di scandali che sono scoppiati intorno a lui e il candidato socialista della sinistra che ha vinto finora le primarie con i concorrenti, Macron. E’ il suo esordio nella campagna elettorale dopo anni di metamorfosi che culminano con una folla che ora mescola ventenni, ex militari, e i gruppi identitari della destra di ogni colore. All’epiteto attribuitigli di “estremisti” reagisce vigorosamente .” lo dicono solo per screditarci. Noi siamo solo patrioti. La nuova battaglia è contro la globalizzazione, i mondialismi.”

La foto di  Marine Le Pen mentre tiene sul braccio un’aquila o accarezza i cavalli costa 5 euro mentre con 10 ci si può portare a casa uno scatto ricordo della serata di gala con la deputata e nipote Marion. I militanti del Front National a Lione per la due giorni che la campagna per le presidenziali affollano il tavolo con le  immagini ricordo e scelgono il gadget da portarsi a casa. “Serve per testimoniare che noi c’eravamo” commentano subito sulla difensiva. E poi con tono quasi solenne: “Oggi comincia la vera battaglia e noi siamo qui.”.

In questo wee end è successo di tutto e tutto proprio a Lione. La stella nascente Emmanuel Macron ha riempito un palazzetto dello Sport al grido di “Europa”. Jean-Luc Melencho – il leader della gauche-gauche- ha fatto un comizio di “resistenza” con ologramma trasmesso a Parigi. Quelli del Front però a malapena se ne sono accorti. Quando sono le 15 di domenica, Marine li aspetta nell’arena della sala congressi per il comizio di chiusura: palco blu con fondo blu, tre bandiere della Francia che spiccano solitarie, il pubblico, quasi cinquemila persone, si scalda intonando la Marsigliese, e interrompe il discorso della leader  solo per dare il via al coro On est chez nous “qui siamo a casa nostra”  per evitare ogni malinteso.
“Contro la sinistra e la destra dei soldi, io sono la candidata del popolo”, esordisce Le Pen, riuscendo a impallinare con un colpo solo l’ex banchiere e socialista Macron e il repubblicano Fillon, malconcio per via degli stipendi della moglie. Davanti ai partiti tradizionali che ora implodono, la figlia di Jean Marine e ora è soltanto Marine si presenta come l’alternativa stabile e della “coerenza”. Il discorso che dà il via alle danze dura poco più di un’ora. La leader  cita Charles De Gaulle e Victor Hugo e attacca l’Europa, la Nato e l’immigrazione. Più che dare sorprese conferma la linea di sempre al grido di “Viva la repubblica e viva la Francia.”

Il messaggio della LePen è chiaro: il momento storico è quello dei  popoli che si rivoltano. Marine propone l’uscita della Francia dall’Europa e l’uscita dalla Nato. I delegati che son venuti da tutto il Paese per ascoltarla rispondono con una standing ovation e rifiutano tutti di essere qualificati di estrema destra: “E’ solo un modo per squalificarci. Noi siamo patrioti “. Se vinceremo, dice la Le Pen, convocheremo entro dei mesi un referendum sull’uscita della Francia dall’Europa e dall’uscita di Parigi dal comando integrato della Nato, decisione che già prese de Gaulle nel 1969 e che Nicolas Sarkozy ha revocato nel 2009.
Spiazza i suoi avversari: “Siamo pronti a fare un governo di unità nazionale dopo le elezioni ” e continua:” Noi siamo tra i primi,quello che ci fa agire è la patria. Vogliamo coinvolgere tutti i patrioti di destra e di sinistra. Da ovunque voi veniate,avrete un posto al nostro fianco. “. Se i partiti tradizionali crollano,Marine conferma di essere in prima fila per raccogliere chi fugge dalla nave che affonda.

Il 2017 è l’anno che il Front National aspetta da sempre, dopo l’ex exploit del 2002 quando fece,allora tremare il sistema arrivando a sorpresa al secondo turno,sono seguiti anni di pulizia. La grande regista è proprio lei,la figlia di Jean-Marie che si è presa il partito e ora pretende di raccogliere i risultati della repubblicanizzazione del partito. I principi su cui si gioca tutto sono appunto patriottismo, prossimità (il locale più importante del globale) e libertà. In totale sono 144 le proposte del suo programma presentato ufficialmente agli elettori nel weekend di Lione. La novità è inserire come fondamentale il principio della “priorità nazionale ai francesi” soprattutto nell’ambito del lavoro. Quindi protezionismo economico,aiuto alle piccole e medie imprese e stretta sull’immigrazione. “Chi viene in Francia deve innanzitutto rispettare le leggi. Per quanto riguarda le misure sociali ,la Le Pen propone addirittura gli 80 euro al mese per chi guadagna meno di 1500 euro al mese.

Nel partito con gli anziani pieni di medaglie e i ventenni rampanti ci sono anche quelli legati all’estrema destra identitaria come Philippe Vardon consigliere regionale in Provenza. C’è una doppia anima nel partito:la rosa blu e la fiamma bianca-rossa e blu ispirata dal MSI italiano. “Noi prendiamo un pò dalla destra e un pò dalla sinistra ,dice Jordan Bardella che ha 21 anni ed è uno dei membri del comitato che guida la campagna elettorale: “i giovani ci chiedono patriottismo e valori nazionalisti. Se vogliamo mettere limiti all’immigrazione non siamo razzisti ma semplicemente quelli che vanno nelle periferie ad ascoltare i problemi delle persone. ”

“Macron è il figlio del diavolo,cioè del sistema-Noi abbiamo un elettorato fedele in tutta la Francia. ma chi sostiene Macron sul territorio-Chi  lo  finanzia visto che non ha neppure un partito? Nel partito della Le Pen ci sono anche omosessuali ma il partito è per l’abolizione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.”

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