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Il 15 febbraio Art Garfunkel al Teatro Ciak

 

Torna ad esibirsi, dopo alcuni anni di silenzio per una paresi alle corde vocali, il cantautore statunitense Arthur Ira Garfunkel, meglio noto come Art Garfunkel, e tra le tre tappe italiane del nuovo tour, è prevista mercoledì 15 febbraio una sua esibizione milanese al Teatro Ciak di Viale Puglie.  Nato nel quartiere newyorkese del Queen, agli inizi degli anni sessanta dette vita, con il compagno di scuola Paul Simon, conosciuto alle elementari, ad uno dei più sensazionali sodalizi musicali della storia del Rock, anche se di breve durata.

Gli inizi non furono facili. Il loro primo LP “Wensday morning”, pubblicato nel 1964 per la Columbia records, non ottenne particolari riscontri finché l’anno dopo il produttore Tom Wilson non decise di estrapolare da quel primo album la canzone “The sound of silence” e di pubblicarla come singolo che in breve tempo salì inaspettatamente al primo posto della classifica di Billboard. Nei cinque anni successivi Simon & Garfunkel incideranno altrettanti album prima di sciogliersi nel 1970, appena dopo la pubblicazione del loro disco di maggior successo “Bridge over Troubled water”. Il mitico binomio tornerà a suonare insieme solo il 19 settembre del 1981 nello storico concerto gratuito al Central Park di NY cui parteciparono più di 500.000 spettatori e che l’anno successivo verrà trasmesso dalla HBO (Home Box Office), un emittente televisiva a pagamento via cavo che ne ricaverà un filmato oggi in commercio in DVD.

Simon & Garfunkel furono il primo grande esempio di quel genere country-rock che a breve avrebbe fatto la fortuna di importanti rappresentanti della west coast americana e di gruppi come Byrds, CSN&Y, Eagles, America e solisti come James Taylor, Cat Stevens, Jackson Brown e altri ancora. Il grande successo commerciale del duo fu dovuto anche alla estrema orecchiabilità di ballate semplici e di immediato impatto valorizzate dalla perfetta coesione dei due timbri vocali, l’uno, quello di Paul Simon, estremamente suadente, e l’altro, quello di Garfunkel, caldo e appassionato.

In questo si differenziarono da chi, come Bob Dylan tra gli uomini, e Joan Baez prima e Joni Mitchell dopo tra le donne, portavano avanti nei primi anni sessanta il recupero del “purismo” folk di maestri come Woody Guthrie. Le tappe della leggenda del Duo sono state sostanzialmente tre.

La pubblicazione, come si diceva, del singolo “The Sounds of Silence” nel 1965, la colonna sonora del film Il Laureato con Dustin Hoffman nel 1968 e la pubblicazione dell’album “Bridge Over Troubled water” nel 1970 che rimane tutt’oggi tra i dischi più venduti in assoluto insieme al celebre Greatest Hits, pubblicato nel 1972 dalla Columbia records e che contiene le loro hits più azzeccate come “Mrs.Robinson”, “Homeword bound”, “America”, “The sound of silence”, “Bridge over troubled water”, “The Boxer”.

Non può infine dimenticarsi quell’insuperata versione ammodernata della celebre melodia sudamericana “El Condor pasa” che ha fatto conoscere al mondo la bellezza della musica andina in un’epoca in cui le varie contaminazioni etniche erano ancora al di là da venire. Una volta divisi, mentre Simon otterrà notevoli successi da solista, producendosi in molte canzoni indimenticabili come “Slip Slidin away”, “Kodachrome” e “Me & Julio down by the schoolyard” (utilizzata nel film I Tannenbaum con Gene Hackman), Garfunkel rimarrà molto più defilato in un repertorio eccessivamente easy listening unicamente sorretto dalla sua inconfondibile voce, forse per rinnovare i fasti di “Bridge over troubled water”, come in “Bright eyes” che arrivò in vetta alle classifiche di vendita del Regno unito.

Interessante ricordare come entrambi si siano cimentati anche in due importanti esperienze cinematografiche. Paul Simon reciterà in Io & Annie di Woody Allen e Art Garfunkel sarà addirittura il co-protagonista, insieme a Jack Nicholson e a Candice Bergen, dell’intrigante Conoscenza carnale di Mike Nichols. Rimane comunque l’interesse per una voce che ha contrassegnato un’epoca importante e per quella magia capace ancora di rinnovarsi come accadde quella sera al Central Park quando Art Garfunkel cantò l’inedito “A Heart in NY”.

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