Sei qui:  / Articoli / Informazione / Minacce e Vittime / Fnsi e Aser incontrano a Reggio Emilia i cronisti minacciati per via del loro lavoro sul processo Aemilia

Fnsi e Aser incontrano a Reggio Emilia i cronisti minacciati per via del loro lavoro sul processo Aemilia

 

Una delegazione del sindacato dei giornalisti, composta dal presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Giuseppe Giulietti, dalla presidente dell’Associazione Stampa Emilia Romagna, Serena Bersani, e da Mattia Motta, componente della segreteria della Fnsi, ha incontrato oggi a Reggio Emilia alcuni dei cronisti minacciati per via del loro lavoro di inchiesta, volto a far emergere le infiltrazioni mafiose nella vita economica e sociale della regione.

I rappresentanti dei giornalisti si sono recati nella sede di Telereggio, dove hanno incontrato il direttore Gabriele Franzini e la redazione, e della Gazzetta di Reggio, per incontrare il direttore Stefano Scansani e i cronisti che seguono il processo Aemilia, e hanno poi visto la giornalista Sabrina Pignedoli (nella foto) del Resto del Carlino, altra cronista impegnata nel contrasto dei fenomeni mafiosi, anche lei minacciata.

«Siamo venuti qui, da una parte, a manifestare la nostra soddisfazione perché finalmente sono stati condannati in primo grado i boss che hanno minacciato il giornalista Giovanni Tizian e, dall’altra, per portare ai colleghi la solidarietà della Fnsi e dell’Aser e per rivolgere un appello a tutti i media nazionali affinché illuminino a giorno il processo in atto contro la ‘ndrangheta e riprendano le inchieste dei cronisti locali in modo tale da evitare qualunque omissione», spiegano Giulietti, Bersani e Motta.

«Quel che sta accadendo a Reggio Emilia ha interesse nazionale. Per questo – anticipano il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e il componente della segreteria, Mattia Motta – abbiamo deciso che in occasione di una delle prossime udienze del processo Aemilia, non solo una rappresentanza del sindacato dei giornalisti sarà presente in aula, ma sarà anche organizzata un’iniziativa nazionale insieme con i giornalisti minacciati, tanti dei quali sono anche colleghi precari, quindi con ancora minori tutele».

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE