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6 miliardi di cibo sprecati ogni anni in Italia

 

Ogni anno, secondo l’Istituto Waste Wachters dell’Università di Bologna, buttiamo via quasi 16 miliardi di euro di alimenti commestibili che finiscono nella spazzatura. Ma i privati non se ne rendono conto e restano convinti che lo spreco dipenda dalla grande distribuzione. Siamo noi privati cittadini che gettiamo verdura, pane, carne andata a male con una media di 600 grammi al giorno per aver calcolato male la spesa o comprato in dosi eccessive,cucinato troppo o  perché incapaci di utilizzare gli avanzi.

Se l’anno scorso (2015) finivano quotidianamente nella spazzatura 50 grammi in più per un totale di 8,4 miliardi di euro, quest’anno la situazione è leggermente migliorata: sono scesi a 8 miliardi gli alimenti commestibili sprecati.

Le spiegazioni date nel rapporto di Waste Watchers sono le seguenti. Il 48% dei consumatori acquista troppo, il 25% non sa conservare; l’8% viene sedotto da troppe offerte, il 6% lo imputa al fatto che i cibi venduti sono troppo vecchi. Il risultato è che il 2 per cento butta nella pattumiera quasi ogni giorno cibi che si potrebbero usare, il 4 % lo fa 3,4 volte alla settimana,i l 30% meno di una volta alla settimana e la metà degli italiani giura di non farlo quasi mai. Se poi si divide la questione per aree, si spreca più cibo al sud che al centro,i più “bravi” stando alle dichiarazioni vivono al nord. A venir gettate sono soprattutto le confezioni già aperte nel 68% dei casi. Come alimenti la frutta cade nel cestino(31%),seguita dall’insalata (29%), verdure (19) e pane (17%). Agli ultimi posti come alimenti buttati via la carne cruda e cotta per un totale del 13%. E vediamo quasi sono i motivi per cui nelle nostre case si butta via cibo: gli italiani tirano in ballo la muffa,nel 41% dei casi la muffa, nel 34% il fatto che la verdura e la frutta spesso quando conservate in  frigo quando vengono portate a casa vanno subito a casa, il 25% parla di un cattivo sapore e il 225 che il prodotto è scaduto ,il 13 % che ha calcolato male le cose che gli servono e il 5 di aver sbagliato scelta acquistando alimenti che non gli sono piaciuti mentre il 4%,a differenza delle nostre nonne, non ama riciclare gli avanzi.

Nel comportamento qualcosa tuttavia sta cambiando. Da 650 grammi quotidiani quest’anno siamo scesi a 600 grammi per famiglia per un valore di 7 euro. Sette famiglie su dieci hanno imparato a fare sempre la lista della spesa,cosa che consente di programmare gli acquisti e limitare i danni da troppo cibo rispetto alle esigenze e sempre più spesso insegnano ai figli a non sprecare. Sarà poi dovuto alla crisi ma poi il cibo appena scaduto nell’80 % dei casi viene controllato che non sia andato a male e riutilizzato. Un dato in netta crescita.

Insegnare a non sprecare cibo è un atteggiamento che ormai coinvolge dal 62% al 67% degli italiani ma ci dimentica che la pattumiera casalinga è un serbatoio enorme di spreco è passata dal 25% del 2015 al 24% del 2016 ma solo un italiano su 5 lo riconosce. Ora dall’anno prossimo ci sarà a quanto pare dal ministero dell’Ambiente un monitoraggio scientifico dello spreco in modo da poter avere un’analisi chiara per agire sugli italiani. Staremo a vedere.

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