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Strage di Nizza: giustiziati senza tregua da chi regna sul dolore

 

La caduta dell’umanità tra le dita dei demoni, allegre creature colpevoli d’innocenza in festa nella notte del 14 luglio, la notte della presa della Bastiglia, in un solo momento assassinate, sacrificate, giustiziate senza tregua da chi regna sul dolore.
La delicata purezza dei loro volti illuminati in piena libertà dai fuochi d’artificio nel cielo di Francia, nel cielo di Nizza, divorata in un istante dalla peste del genere umano, la peste che non ha bisogno di giustificazioni per assassinare l’uomo.
Un tir bianco, lungo la Promenade des Anglais, ha proseguito per infiniti metri la sua corsa falciando la folla, tramutando la gioia in morte, in un giudizio universale che ormai accade ogni giorno, che ormai tutto ha mutato, spari in una sera d’estate su chi porta il peso della colpa di essere libero, di vivere libero, morti senza sapere, morti senza capire.

La solidarietà piena di commozione non basta più, smarrita la speranza, si esita a confessare il dolore di vivere, il lamento sale nella notte, #PortesouvertesNice #JesuisNice, continuare a credere è uno sforzo sovrumano.
Il tribunale dei vili giudica i peccatori e non assolve nessuno, nessuna pietà nella sentenza d’orrore senza fine, i profeti del deserto, i martiri d’odio contano i corpi, settanta, ottanta, e la disperazione di tutti di non potervi sfuggire.
Ricominciare, tornare a respirare, andare avanti, è scritto, non c’è più anima qui, forse l’amore in questo istante decaduto.. Forse l’amore un giorno…

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