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Al via il Salone del Libro di Torino. Intervista a due autori

 

Prenderà avvio domani, sino a lunedì 16 maggio, la XXIX edizione del Salone Internazionale del libro di Torino al Lingotto Fiere con filo conduttore le “Visioni” e con la Puglia Regione ospite di questa edizione 2016. Anche la Claudiana, l’editrice protestante italiana, sarà presente come di consueto con il proprio stand nel padiglione 2, L78/M75 con un primo appuntamento per presentare la nuova edizione del libro Cieli su Torino (Claudiana pp. 140 euro 12,90) presso lo Spazio Incontri, con la partecipazione di Barbara Cervetti, Fabio Geda, Darwin Pastorin e con il curatore del volume, regista e autore teatrale, Renzo Sicco e al quale il quotidiano online Riforma.it ha rivolto tre domande. E così ha fatto con la giornalista Stefanella Campana, che parlerà delle nonne di Plaza de Mayo per le Edizioni del gruppo Abele con Estela Robledo, Laura Onofri e le letture di Roberta Fornier.

Renzo Sicco, il libro Cieli su Torino è uscito per la prima volta nel 2006 e oggi a distanza di dieci anni rinasce con una nuova edizione aggiornata e rivista. Un omaggio alla città?
In dieci anni Torino è molto cambiata. Il libro era stato pensato per un’occasione importante, le Olimpiadi invernali. All’epoca fu una scelta un po’ azzardata, seppur si parlasse molto di questo evento, era difficile comprenderne la reale portata. Soltanto il giorno dell’inaugurazione si comprese quanto fosse dirompente l’impatto delle Olimpiadi sulla città. All’inizio degli anni settanta vissi un esperienza personale fuori Torino, dal Piemonte e dall’Italia. Andai a vivere e Barcellona e fui sorpreso, sin dai primi giorni, per lo straordinario orgoglio di appartenenza che i cittadini avevano per la “loro Barcellona”. Nel libro dunque volli raccogliere – e lo abbiamo fatto anche per questa nuova edizione che vede dieci nuovi autori e altrettanti racconti – un po’ di quell’orgoglio che volevo venisse trasferito anche su Torino, seppur liberamente facendo anche emergere le impressioni personali, le critiche, gli sguardi diversi; insomma ero in cerca di storie e emozioni per far raccontare a più voci la mia città. Lo hanno fatto autori come Erri De Luca, Giuseppe Culicchia, Fabio Geda, Marina Jarre, Laura Mancinelli, Younis Tawfik, per citarne solo alcuni, una fotografia letteraria, tra cambiamento e continuità. Per presentare il volume si sono resi disponibili Piero Fassino, Barbara Cervetti e Evelina Christillin.

Dal 2006 credo che molto sia cambiato a Torino?
Una città prevede percorsi storici e toponomastici; uno degli autori, Alessandro Perissinotto, ad esempio, ha voluto raccontare la sua città in bicicletta, percorrendo anche le stesse strade che il padre sceglieva per recarsi al lavoro, trovando luoghi ormai cambiati ma anche situazioni che nel tempo sono rimasti del tutto invariati. Torino è molto cambiata nel tempo, da città industriale che viveva di indotto al ciclone 2006 delle Olimpiadi e poi, il periodo post olimpico e la conversione turistica e culturale dopo la crisi. Oggi raccontiamo questa trasformazione: una città metropolitana che ingloba anche luoghi di provincia come Pinerolo, Chiavasso, Ivrea.

Lei, Sicco, si è sempre impegnato a fianco delle nonne di Plaza De Mayo e domani, sempre al Salone, è previsto un appuntamento librario a loro dedicato.
Madri e nonne. Le nonne sono le madri di figlie desaparecidas incinte, dunque consapevoli di aver perso una figlia, ma con la speranza di poter trovare un nipote. Sono lieto che questo tema ritorni al Salone del libro. Ho militato a fianco di Estela Carlotto e con lo spettacolo “Più di mille giovedì” credo di essere stato utile e a sostegno delle loro campagne di sensibilizzazione su questo tema, ma soprattutto credo che quello spettacolo sia stato utile ad inaugurare molti musei della memoria, quelli che una volta erano edifici utilizzati come spazi del terrore.

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Quarant’anni di memoria – le nonne di Plaza de Mayo e la loro lotta è invece il libro che sarà presentato, sempre domani 12 maggio, a cura delle edizioni Abele e di ‘Se non ora quando?’, Torino, alle 13,30 Spazio Book – Bookstock Village ragazzi. Il colpo di stato in Argentina: una delle pagine più buie della storia recente e Chi sono io? Una raccolta di racconti e testimonianze è un modo per tentare di ricordare un l’anniversario dei 40 anni, attraverso le voci delle nonne di Plaza de Mayo. Una tragica pagina della nostra storia.

Stefanella Campana, perché raccogliere in un libro una storia già così raccontata e sviscerata. Non è già stato detto tutto?
Il libro ha una peculiarità: racconta la storia di otto dei 400 bambini a cui è stata rubata l’identità perché i loro genitori sono stati fatti sparire nel periodo più terribile della storia dell’Argentina. Le loro storie sono state raccolte da otto tra i più importanti scrittori e illustratori argentini. Il risultato è questo libro, dove il dramma del “non sapere chi sono io”, viene raccontato con bellissimi disegni e una scrittura toccante per aiutare a far capire e a non dimenticare. Un libro per tutti che può essere letto anche dai bambini. E’ vero che si è scritto molto, o quasi tutto sulle nonne, ma le Abuelas de Plaza de Mayo dopo aver restituito identità e verità a più di cento persone, continuano a cercare i propri nipoti e la verità.

Avete deciso di presentare il volume al Salone del libro di Torino, non credete sia un tema delicato per questo tipo di kermesse letteraria?
Credo che in un Salone del libro non ci debbano essere temi tabù. Anzi, dev’essere l’occasione per riflettere su tutto, anche su temi difficili che comunque fanno parte della storia recente.

Quando queste nonne non ci saranno più, come si potrà far comprendere il dolore e la tragedia di quei terribili anni?
Sono proprio i libri come questo a contribuire e tramandare la memoria, un aiuto concreto per trasmettere le storie personali e collettive umane e le emozioni che contengono. Il libro è un’opera pubblicata nell’ambito del programma SUR di supporto alle traduzioni del Ministero degli Esteri, del Commercio internazionale e del Culto della Repubblica Argentina.

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