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Spiaggia S*P*Q*R sul litorale di Ostia

 

Uisp, Libera e Le Grand Coureur, comunicano la nullità della convenzione

Con una lettera inviata lunedi 18 aprile al Dott. Francesco Paolo Tronca Commissario Straordinario del Comune di Roma, al Dott. Ugo Taucer Sub-Commissario Referente per il Municipio Roma X , al Dott. Domenico Vulpiani Commissione Straordinaria Municipio X e all’ Arch. Cinzia Esposito Direttore  del Municipio X, le associazioni Uisp Roma, Libera e Le Grand Coureur componenti dell’ATI affidatari della Spiaggia Libera – S*P*Q*R” spiaggia libera attrezzata del comune di Roma hanno comunicato la nullità della convenzione-contratto per violazione di norme imperative con relativa riconsegna delle aree e manufatti presenti sul litorale di Ostia il prossimo 22 aprile all’Amministrazione comunale.

A un anno dall’inaugurazione della Spiaggia Libera SPQR, una spiaggia aperta e libera per i cittadini romani, diventata uno spazio partecipato, sostenibile, inclusivo, accessibile, nel rispetto dell’ambiente e del lavoro pulito, si riscrive un altro capitolo oscuro in un luogo – Ostia – dove il mare è diventato troppe volte oggetto di illegalità, abusi e irregolarità diffuse, quando non addirittura luogo privilegiato per il riciclaggio di denaro dei clan.

Motivo della restituzione della spiaggia – commentano Uisp, Libera e Le Grand Coureur – la avvenuta scoperta improvvisa di una determina del 2010, omessa in sede di bando e di firma della convenzione, che chiedeva ai precedenti gestori di abbattere il chiosco/bar in quanto abusivo, ovvero la struttura oggi presente in spiaggia.

Scoperta ancora più sorprendente visto che lo stesso Municipio con lettera protocollata, aveva comunicato in data 18 Marzo 2015 l’esatto contrario: che la struttura era parte della dotazione della spiaggia e regolarmente utilizzabile ai fini di una migliore erogazione dei servizi.

La determina del 2010 è un atto totalmente sconosciuto alla Uisp, Libera e Le Gran Coureur Un documento reso noto dal Municipio all’ATI non in sede di bando, né tanto meno di firma della convenzione con lo stesso X Municipio, ma solo in data 30 Marzo 2016 a seguito di un esposto presentato dall’ATI affidataria alla Procura di Roma.

L’emergere oggi di tale determina, rende di fatto nullo il bando e la convenzione stessa.

Ancora una volta tante ombre avvolgono il X Municipio con documenti sconosciuti che improvvisamente ricompaiono in precisi momenti. Del resto il fatto che questi documenti appaiano oggi non è casuale: a ridosso dell’apertura della stagione balneare, mettendo in crisi un progetto, sotto il profilo economico e di immagine per le associazioni affidatarie della spiaggia .

“Il nostro impegno – concludono Uisp e Libera, Le Gran Coureur – su quel tratto di arenile viveva per la realizzazione di un progetto con precise caratteristiche. Oggi mancano le condizioni per realizzarlo e invano abbiamo sperato in un segnale di discontinuità che oggi scopriamo mai decollato. Il municipio è responsabile della situazione e per questo che in data 22 aprile riconsegneremo all’Amministrazione comunale, un anno prima della fine della nostra convenzione,, le aree e manufatti, al fine di consentire il libero accesso in spiaggia dei cittadini e l’organizzazione del relativo servizio a cura e spese della medesima Amministrazione comunale. Lo facciamo restituendo una spiaggia in condizioni fisiche migliori di come l’abbiamo trovata. Abbiamo fatto emergere le sue criticità, così come sta emergendo la sua reale condizione amministrativa. Il bando che ha generato l’attuale condizione era frutto di errori e omissioni su cui indagherà la procura. Oggi è tempo di restituire al municipio il bene, affinchè vengano risolte le sue criticità e si proceda a un nuovo bando, con tutti i crismi di legalità e trasparenza per consentire finalmente al mare di Roma d’essere gestito nel rispetto dell’interesse pubblico, dell’ambiente, di un’imprenditoria sana e della libera fruizione dei cittadini.”

Se un progetto imprenditoriale e sociale al tempo, che punta alla legalità e alla trasparenza, si colloca in un contesto di illegalità e di opacità, il progetto è destinato a fallire.Noi abbiamo portato legalità e trasparenza, ma dovevano essere le istituzioni a rimuovere illegalità e opacità. Non possiamo dire che ciò sia avvenuto. Ci sono stati dei tentativi, anche importanti e coraggiosi, ma evidentemente con forze impari. Abbiamo sin dal primo momento ricercato un rapporto, costante, collaborativo e trasparente con l’amministrazione per evitare che l’insieme di opacità che via via emergevano, ci impedisse di muoverci nella giusta direzione. Non è stato possibile e non certo per volontà nostra. Se ciò sia stato solo l’esito di un’amministrazione insufficiente e lenta o se, invece, sia stato la conseguenza di un comportamento mirato, tendente a ledere e ostacolare la nostra esperienza, saranno gli organi competenti a stabilirlo. Siamo stati sin da subito oggetto di pressioni e attacchi mediatici. Questo convergere sempre crescente di attenzioni poco amichevoli nei nostri confronti da soggetti differenti, ma poi risultati essere profondamente legati tra loro, è stato il metro con cui abbiamo misurato la volontà di intimidirci e isolarci. Noi non ne usciamo sconfitti, perché la partita che volevamo giocare non ce l’hanno fatta nemmeno iniziare. Abbiamo capito sulla nostra pelle cosa possa significare in termini di fatica, di pressioni e di aggressioni quotidiane, tentare di portare modelli di gestione trasparenti e legali dentro territori ammalati di mafiosità.

Malgrado ciò abbiamo ottenuto risultati che, da soli, restituiscono la misura del lavoro svolto:

un numero di scontrini battuti tra i più alti nella storia di questa località balneare dalla sua fondazione, in una sola stagione;
un numero importante di lavoratori contrattualizzati in piena regola nell’arco di una singola stagione;
il numero più basso di barriere per l’accesso al mare, di fatto tendente a zero, tutto l’anno;
il numero più alto di fontanelle di acqua potabile gratuita: 4;
un numero di bagnini in rapporto al fronte mare di 1 ogni 50 metri;
attività sociali, aggregative e di studio di portata nazionale;

E infine restituiamo al Comune luoghi e strutture in condizioni migliori, molto migliori, di quando ci sono stati consegnati. E ne andiamo fieri.

Ne traiamo una straordinaria lezione, che vogliamo continuare a mettere nel futuro, ancora una volta, al servizio di Ostia, delle sue forze sane e delle istituzioni democratiche.

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